Immagini dal Redemption camp - Lagos
(shopping road) ( le infermiere volontarie della clinica)
Wednesday, September 10, 2008
NIGERIA '08 -PHOTOGALLERY/2
(il tempio da 7 milioni dall'esterno..e dal pulpito)
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Tuesday, September 09, 2008
Monday, September 08, 2008
"4 chiacchiere con Gesù"
...riflessione...
Shalom carissimi,
per la serie non c'e' due senza tre! ...grazie a Dio mi arriva e pubblico un'altra importantissima riflessione che mi tocca il cuore e che dovrei meditare! buona lettura,
Dio continui a benedirvi.
"Gesù scelse, durante la Sua vita terrena, posti isolati per concentrarsi nella preghiera: un monte, il deserto… Quasi sempre circondato da persone che chiedevano miracoli, spiegazioni o che controllavano il Suo operato, probabilmente non aveva altro modo di rivolgersi al Padre, se non allontanarsi da tutta la calca che la Sua stessa presenza richiamava. Credo che in questo Suo modo di agire ci sia un insegnamento anche per noi. Pregare significa avere un colloquio intenso, un dialogo concentrato con Dio. Parlagli si, ma anche ascoltare ciò che Egli ha da dire a noi. Siamo sempre più trascinati dai ritmi stressanti della vita e da tempi sempre più stretti e velocizzati al massimo. Per fare ogni cosa ricorriamo ad ogni mezzo pur di fare prima: ad esempio per mangiare ricorriamo ai fast-food proprio perchè in poco tempo mettiamo a tacere il nostro bisogno di cibarci. Ma per la preghiera non dev'esser cosi. Pregare richiede concentrazione e per realizzarla occorre del tempo... non uno spazio ritagliato fra i mille altri impegni; ma del tempo da dedicare al dialogo con Colui che ci dona la vita ogni giorno. Gesù salì sul monte per dialogare col Padre, Egli aveva preso in precedenza la decisione di passare del tempo in preghiera. Spesso ci consoliamo dicendo che si può sempre pregare, in ogni luogo e tempo; mentre si guida o mentre stiamo lavorando ed in un certo senso questo è vero. Infatti leggiamo nella Sacra Scrittura: non cessate mai di pregare (Rif. Prima Epistola ai Tessalonicesi Cap.5 verso 17). Ma è una cosa uno scambio di frasi ed una cosa una conversazione concentrata. Gesù aveva bisogno di concentrarsi e salì sul monte. Egli c'insegna che è vitale che ricerchiamo Dio (almeno una volta al giorno) in luoghi più tranquilli che ci aiutino a non distrarci. Facciamo in modo che la frenesia della vita moderna non rubi il tempo che Dio richiede da noi e nel quale Lui vuole comunicare con la nostra vita. La preghiera è stata definita il respiro dell’anima, ricordiamoci perciò di alimentarla quotidianamente, perché nella misura che diamo respiro alla nostra anima, noi viviamo spiritualmente. Perciò, caro amico, mantieni vivo quotidianamente il dialogo con Dio attraverso la preghiera, conversando con Dio come con la persona più cara, poiché è quella fresca relazione con Dio a contribuire alla nostra salute spirituale ed a determinare il nostro futuro eterno."
P.S.: (luca10: 38-42) Marta e Maria
38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua. 39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. 40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: «Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41 Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. 42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta».
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Saturday, September 06, 2008
Riflessione....
Shalom carissimi,
ho scovato nel web questa riflessione di Tinke su Giuseppe, le prove e le afflizioni....
ti ringrazio Tinke concordo, copio & incollo!
Dio continui a benedirvi,
ultimamente ho letto la storia di Giuseppe e vi consiglio di leggerla perché se ci riflettete bene riuscirete ad accettare e sopportare in modo diverso le prove che il Signore ci mette sul nostro cammino! (leggi in Genesi dal cap.37 al cap. 50 su www.laparola.net )
Nel mondo si pensa che Dio non esiste perché altrimenti non ci sarebbero le guerre, la fame e altre afflizioni. Evidentemente non hanno mai letto in Matteo 16:24 "Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua." E' quindi chiaro che seguire il Signore comporta anche trovarsi di fronte a delle prove,tentazioni, scelte. La vita di Giuseppe è stata piena di coincidenze inaspettate e che di certo non permettevano di gioire... eppure Giuseppe non si è mai scoraggiato, anzi ha sempre continuato a confidare in Cristo e quando è venuto il tempo tutto si è risolto. Guardando indietro quell'uomo non poteva fare altro che riflettere su tutte quelle "situazioni" che il Signore gli aveva messo davanti e vedere che erano servite a migliorare ulteriormente le cose. Non a caso quando i fratelli di Giuseppe temettero che la rabbia di Giuseppe (per quello che avevano fatto) potesse abbattersi su di loro Giuseppe gli disse: "Voi avevate pensato del male contro me; ma Dio ha pensato di convertirlo in bene, per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso " (Genesi 50: 20)
(Romani 8:28) "Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali son chiamati secondo il suo proponimento."
(1Pietro 5:10) "Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente. "
P.S.: leggi il sermone di David Wilkerson per saperne di Più su Giuseppe:
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Friday, September 05, 2008
RIFLESSIONE DELLA SETTIMANA
L'opera di Dio
"L'arte del vasaio è una delle più antiche del mondo, e i suoi metodi, con il passare del tempo, sono cambiati assai poco. Il profeta Geremia, come del resto Isaia, ne fanno accenno (Geremia 18:1-4). Mentre il profeta stava osservando, il vasaio prese un pezzo di argilla bagnata da una zolla che stava al suo fianco, la mise sulla ruota ed iniziò a plasmarla secondo la foggia che aveva in mente.
Mentre la completava, l'argilla prendeva forma sotto le sue mani, alcune parti cadevano per terra ed altre sulla ruota. Con grande sorpresa di Geremia, il vasaio non gettava via i frammenti di argilla, ma li raccoglieva e li trasformava nuovamente in un altro vaso. Questo è ciò che Dio fa ancora oggi. Il maestro vasaio è Lui: nostro Padre. Alcuni di noi siamo dei genitori e abbiamo sperimentato personalmente la gioia di esserlo quando ci hanno messo nostro figlio o figlia per la prima volta sulle braccia. In quel momento una nuova passione è nata nei nostri cuori, insieme a nuovi progetti. Proteggere, difendere, educare, aiutare, amare e insegnare ad amare; tutto è racchiuso in quel primo abbraccio. Il fatto che il bimbo sia del tutto indifeso rappresenta uno stimolo fondamentale per un padre e una madre. Le preghiere formiamo per i nostri figli trovano un eco nel cuore di Dio e da li si diffondono. Se Dio ha messo questi sentimenti nel cuore umano, può Egli non possederne il modello originale nel Suo cuore? Pensa per un momento a Dio come tuo Padre: il tuo spirito è stato originato dal Padre degli spiriti; tu fosti chiamato all'esistenza per Sua volontà; tu porti impresso nella tua natura qualche pensiero o proposito che Egli desiderava generare proprio in te. Non pensi quindi che Dio sia consapevole della responsabilità di perfezionare quello che ti riguarda così da vicino? Certamente puoi opporti, come l'argilla deturpata nella mano del vasaio; puoi viaggiare in un paese lontano e sprecare malamente gli anni in cui ricevesti una preziosa formazione, ma se permetti al sommo Vasaio e Padre di operare la Sua volontà, o lasciandoti ammaestrare e applicandoti alla Parola e alla preghiera, scoprirai, come Isaia, che le cose che occhio non ha visto, che orecchio ha udito sono le cose che Egli ha preparato per coloro che sperano in Lui (Isaia 64:4)."
"L'arte del vasaio è una delle più antiche del mondo, e i suoi metodi, con il passare del tempo, sono cambiati assai poco. Il profeta Geremia, come del resto Isaia, ne fanno accenno (Geremia 18:1-4). Mentre il profeta stava osservando, il vasaio prese un pezzo di argilla bagnata da una zolla che stava al suo fianco, la mise sulla ruota ed iniziò a plasmarla secondo la foggia che aveva in mente.
Mentre la completava, l'argilla prendeva forma sotto le sue mani, alcune parti cadevano per terra ed altre sulla ruota. Con grande sorpresa di Geremia, il vasaio non gettava via i frammenti di argilla, ma li raccoglieva e li trasformava nuovamente in un altro vaso. Questo è ciò che Dio fa ancora oggi. Il maestro vasaio è Lui: nostro Padre. Alcuni di noi siamo dei genitori e abbiamo sperimentato personalmente la gioia di esserlo quando ci hanno messo nostro figlio o figlia per la prima volta sulle braccia. In quel momento una nuova passione è nata nei nostri cuori, insieme a nuovi progetti. Proteggere, difendere, educare, aiutare, amare e insegnare ad amare; tutto è racchiuso in quel primo abbraccio. Il fatto che il bimbo sia del tutto indifeso rappresenta uno stimolo fondamentale per un padre e una madre. Le preghiere formiamo per i nostri figli trovano un eco nel cuore di Dio e da li si diffondono. Se Dio ha messo questi sentimenti nel cuore umano, può Egli non possederne il modello originale nel Suo cuore? Pensa per un momento a Dio come tuo Padre: il tuo spirito è stato originato dal Padre degli spiriti; tu fosti chiamato all'esistenza per Sua volontà; tu porti impresso nella tua natura qualche pensiero o proposito che Egli desiderava generare proprio in te. Non pensi quindi che Dio sia consapevole della responsabilità di perfezionare quello che ti riguarda così da vicino? Certamente puoi opporti, come l'argilla deturpata nella mano del vasaio; puoi viaggiare in un paese lontano e sprecare malamente gli anni in cui ricevesti una preziosa formazione, ma se permetti al sommo Vasaio e Padre di operare la Sua volontà, o lasciandoti ammaestrare e applicandoti alla Parola e alla preghiera, scoprirai, come Isaia, che le cose che occhio non ha visto, che orecchio ha udito sono le cose che Egli ha preparato per coloro che sperano in Lui (Isaia 64:4)."
Monday, August 25, 2008
...PASSATE LE FERIE....VITA NUOVA...
...E' cosi' che inizio questo nuovo anno lavorativo e l'ormai imminente settembre che tra l'altro al 22 saranno 37!
Con tanti nuovi progetti (discepolare, curare, stare vicino e consolare chi ha bisogno di Gesu'..tutti!, la stazione di Milano ), sogni (realizzare la volonta' di Dio,..Canan) e attività (la mia chiesa, famiglia, sport, fisioterapia) ma soprattutto inizio con tanta forza e grinta in più' nel conquistare quella che e' la mia terra di Canan (dove scorrono fiumi di latte e miele leggi sulla bibbia numeri13,14) che dio mi ha già assegnato ma che devo conquistare lottando duro contro il mio carattere, ogni circostanza avversa, la mia mente, razionalita' con fede, speranza e pazienza. Grazie a Dio quest'anno non sarò solo in questa battaglia dato che potro' contare anche su una preziosa compagna di lotta....
Shalom a tutti voi carissimi,
a presto con il mio reportage sul bellissimo e benedetto viaggio in Africa.
Friday, August 01, 2008
"RAPALLO,18/07- GRAZIE DIO! TI BENEDICO,
TI LODO PERCHÉ SEI STATO, SEI E SARAI
SEMPRE FEDELE! PERCHÉ MANTIENI LE TUE PROMESSE!!!!"
(S.Michele di pagana-Rapallo)
P.S.: "Ecco, io faccio una cosa nuova; essa germoglierà; non la riconoscerete voi? Sì, aprirò una strada nel deserto, farò scorrere fiumi nella solitudine. (Isaia43:19)
P.S.2: Grazie Gesù per quel splendido "tesoro" che mi hai donato nel mezzo del mio deserto.....

(Le Dique- Seychelles)
Sunday, July 27, 2008
AGOSTO 2008, NEWS-LETTER JAF.Italiaonlus
TESTIMONIANZE:
Shalom carissimi,
Eccola puntuale come sempre la nuova news-letter di Joni and friendsItalia
scarica qui la versione pdf: www.jafitalia.org/news.pdf
Dalle news mi permetto di copiare e incollare alcune bellissime testimonianze,
dei veri inviti ad uscire dalle proprie comodità egoismi, fortune, dalle proprie mura/clubs/chiese ed andare incontro ai bisognosi proprio come faceva Gesu'
ed infine testimonianze di cosa può fare Dio per la nostra vita...
buona lettura.
*Testimonianza di Serena:
"Mi chiamo Serena e voglio raccontare la mia storia perché chi legge possa essere reso partecipe del miracolo che Dio ha fatto in me. Sono nata con una malattia congenita, la Fibrosi Cistica, che colpisce prevalentemente i polmoni creando del muco che li ostruisce e porta infezioni. La mia salute cominciò ad aggravarsi quando avevo tredici anni, le infezioni cominciarono a divenire sempre più frequenti e così i ricoveri ospedalieri, fino che arrivai ad essere inserita in una lista d'attesa per un trapianto polmonare. Passarono cinque anni in cui la mai salute si stabilizzò ma arrivò il gennaio 2007,un anno indimenticabile per due diversi aspetti: la mia salute peggiorò improvvisamente e la mia vita divenne presto appesa ad un filo, ma in fondo al tunnel buio vidi la luce. Dopo un mese di ricovero decisero di attaccarmi ad una macchina che doveva svolgere il compito dei miei polmoni, che ormai non riuscivano più a filtrare il sangue ed erano pieni di anidride carbonica. Ma neanche il polmone artificiale servì a migliorare molto le cose. L’anidride stava invadendo tutto il mio corpo rischiando di danneggiare il cervello. Mi misero allora in coma farmacologico in attesa che arrivassero due polmoni e finalmente dopo tre giorni i polmoni arrivarono. Andai subito in sala operatoria, ma il mio corpo non resse il distacco dal polmone artificiale. Il mio cuore cessò di battere per dieci minuti ma anche in quel momento tutto era sotto il controllo di Dio. Il chirurgo nonostante la situazione decise di operarmi e appena inseriti gli organi nuovi il mio cuore ricominciò a battere. Era il 13 febbraio 2007, da allora è passato un anno e quattro mesi, io sono tornata a rivivere come una normale ragazza di 18 anni. Voglio ringraziare Dio per tutto quello che ha fatto, ma soprattutto per la forza che mi ha dato in tutti questi anni di andare avanti, soffrendo, ma andando avanti senza chiedere il perché mi trovavo in questa situazione ma ringraziandolo perché intorno a me c'era gente che stava peggio e che magari era da sola e non poteva trovare conforto da nessuna parte. Tutto ciò mi ha portato sofferenza, ma mi ha fatto crescere tanto interiormente: ho imparato a non lamentarmi della condizione in cui mi trovo e ad essere sensibile verso gli altri che soffrivano come o più di me.
Un abbraccio a tutti! Serena"
Un abbraccio a tutti! Serena"
*Testimonianza di Bruno e Gabry-Torino:
"Ciao a tutti, vogliamo presentarci: siamo Gabriella e Bruno, siamo sposati dal 2000, abbiamo 47 e 48 anni e siamo credenti da diversi anni. Dopo una vita piena di brutte esperienze che solo la grazia di Dio ha potuto risanare, vogliamo davvero dare gloria al Signore Gesù Cristo per averci rivelato il Suo grande amore, nonostante la nostra indegnità. C’è sempre stato in noi il desiderio di vivere un cristianesimo pratico, con più fatti e meno parole. Così nel 2006 il Signore ci ha messo in cuore di collaborare con Joni and Friends Italia. Inizialmente abbiamo avuto delle incertezze essendo questo un campo molto delicato e particolare, e dove purtroppo pochi si sentono “chiamati” a servire, proprio perché ci si scontra direttamente con il problema della sofferenza. Quello che spesso turba molti credenti è proprio riuscire a capire il perché Dio la permetta ed a volte ignorarla crea meno frustrazione spirituale. Ma la sofferenza è una realtà ed ignorarla non la rende meno reale. Così abbiamo deciso di fare la nostra parte per andare incontro a coloro che soffrono, come fece Gesù quando era su questa terra e come vuole ancora fare servendosi di noi. Abbiamo fatto nostro questo verso della Parola di Dio in Zaccaria 4:6 che dice “Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio, dice il Signore”. Infatti crediamo che non è certo con le nostre forze che possiamo andare avanti, ma con la guida dello Spirito Santo che vive in noi e ci dà la capacità di servirLo. Dio vuole usare proprio le nostre debolezze per manifestare la Sua potenza. Pensiamo che sia un compito di ogni vero credente preoccuparsi di coloro che soffrono, ci vuole solo tanta sensibilità ed amore, quello che Dio riversa nel cuore dei Suoi figli che vogliono servirLo. Le persone disabili, coloro che magari sono rimaste paralizzate completamente dopo un incidente, hanno visto infrangersi tutti i loro sogni, la loro vita è stata cambiata in un attimo e spesso è diventata un terribile incubo. Dobbiamo portare a queste persone l’amore di Gesù, pregare per loro, ma soprattutto fare qualcosa di pratico, come per esempio andarli a trovare. Vogliamo fare un appello a tutti coloro che leggono queste righe, siamo veramente pochi ad essere sensibili verso la realtà della disabilità, e questo non crediamo faccia piacere al nostro Padre Celeste. Ci sono tanti bisogni, anche molto pratici come lavori d’ufficio, la raccolta delle carrozzine da inviare a chi ha bisogno e altro ancora. Sarebbe bello che anche tu ti aggiungessi a noi, ti aspettiamo! Vi salutiamo nell’amore del nostro Signore Gesù Cristo,
Gabriella e Bruno"
*Aiutiamo Sandrino:
Alessandro Sacco è un giovane di 30 anni che il Signore ci ha dato la gioia di incontrare circa due anni fa. La sua vita, umanamente parlando, è stata molto travagliata. All’età di tre anni gli è stato diagnosticato un tumore al cervello per cui ha subito un intervento chirurgico. Il tumore però non è stato asportato completamente e la conseguenza è stata un’emiparesi sinistra. L’ intervento e le terapie effettuate successivamente gli hanno impedito una crescita fisica normale oltre a vari altri disturbi. Alessandro è passato attraverso molte sofferenze sia fisiche che psicologiche essendo stato deriso ed umiliato diverse volte quando era bambino dai suoi coetanei. Ma, come dice il Signore …” Egli fa sgorgare dell’acqua nel deserto”, così Dio ha riempito il cuore di Alessandro del Suo Spirito Santo per usarlo per la Sua Gloria. Da 13 anni vive con la Missione “Cristo è la Risposta 1” e da poco più di un anno fa parte anche di Joni and Friends Italia. Il Signore si serve di Lui in modo potente per portare la Sua acqua di vita nelle aride esistenze di persone disabili. Molti sono stati toccati dalla testimonianza personale di Alessandro sia attraverso conferenze, che trasmissioni radio o visite settimanali che lui fa alle persone disabili ricoverate presso l’Ospedale Santa Lucia di Roma. Il Signore gli ha chiaramente affidato un ministero verso coloro che soffrono, non solo in Italia, ma anche all’estero. Durante un viaggio di evangelizzazione in Israele ha potuto visitare un Centro per disabili in Palestina. Recentemente è stato per 2 mesi in Sud Africa, dove il Signore lo ha usato potentemente in decine di orfanotrofi ed ospedali con bambini orfani malati di AIDS e con altre disabilità, oltre ad aver visitato diverse chiese evangeliche. Il Signore gli sta aprendo delle porte in modo miracoloso, infatti è stato invitato nuovamente in Sud Africa per il prossimo anno ed anche in altre missioni in diversi stati Africani: Botswana, Mozambico, Losetho, Malawi, Zambia e Zimbawe. Inoltre è stato invitato al Cairo, in Palestina e a ministrare in una zona di Israele dove vengono addestrati i kamikaze! E’ anche previsto nel mese di settembre un viaggio per Joni and Friends Italia in Albania presso il Centro per disabili di Marikaj, Tirana. Questi viaggi missionari comportano parecchie spese che Alessandro non può sostenere da solo con la sua pensione di invalidità. Alessandro ha affidato la sua vita al Signore e in Lui ha trovato benedizioni, gioia e l’Amore di Gesù sempre sopra di lui. Joni and Friends Italia desidera con tutto il cuore incoraggiare Alessandro in questo importante ministero verso i sofferenti di varie parti del mondo. Forse non possiamo andare in Africa, Palestina, ecc., ma possiamo essere con chi è mandato con le nostre preghiere e il nostro contributo. Chi vuole incoraggiare Alessandro può farlo scrivendo al suo indirizzo e-mail: alexisraele@hotmail.com o può chiamarlo al suo cellulare: 393 1911977.
Chi vuole sostenerlo finanziariamente può effettuare un bonifico sul suo conto bancario: Codice IBAN IT41E0316901600000310235833. Nella Parola di Dio è scritto: ”…getta il tuo pane sulle acque e dopo tanto tempo lo ritroverai”.
Chi vuole sostenerlo finanziariamente può effettuare un bonifico sul suo conto bancario: Codice IBAN IT41E0316901600000310235833. Nella Parola di Dio è scritto: ”…getta il tuo pane sulle acque e dopo tanto tempo lo ritroverai”.
Joni and Friends Italiaonlus
VIA SANSOVINO 243/27
10151 TORINO
TEL 339.7605826
CCP 12880100
MILANO-STAZIONE CENTRALE: GESU' VIVE!
Shalom carissimi,
vi presento una bella iniziativa di un gruppo di ragazzi di Milano "stazione di lode" aperta a tutti coloro che amano fare qualcosa per la stazione centrale e i suoi "abitanti" infatti per tutto questo luglio e dopo la pausa di agosto i ragazzi si trovano ogni giovedì alle 21 davanti alle biglietterie per poi andare a fare amicizia con i tanti senza tetto, lavoro e speranze che vivono in centrale! cercando di aiutarli a risolvere i loro problemi facendo conoscere loro l'unica soluzione Gesù Cristo!
dopo aver passato due serate con loro credo che a settembre ci rivedremo e invito tutti voi a venire a fare amicizia con chi ha bisogno di voi , di Gesù e del suo amore!
Per maggiori info http://www.stazionedilode.org/
p.s. anche se so bene per loro gli "abitanti" della centrale non ci sono vacanze gli auguro una buona estate e che Dio vi benedica!
Thursday, July 10, 2008
....MAL D'AFRICA?
Shalom carissimi,
..dopo la lettera di Sandrino e questi 2 video, a -31 giorni dalla mia partenza per Lagos (Nigeria) aumenta sempre Più il mio amore verso il continente nero! tanto che comincio a temere di aver già contratto il famoso mal d'Africa!
a presto ragazzi!
Dio continui a benedirci!
( Open the flood gates of the haven!!!!!!)
VIDEOS FROM AFRIKA
(NIK VUIJCIC IN UNA CHIESA IN KENYA ANCHE IO SOGNO UNA CHIESA COSI'!)
(LAGOS-NIGERIA: 500.000 PER GESU')
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testimonianze
Wednesday, July 09, 2008
Alessandro Sacco: lettere dal Sud-Africa.
"CARI AMICI,
VI RACCONTO ALCUNE BENEDIZIONI CHE HO RICEVUTO NEL MIO CUORE. RICORDATE LA MIA CURIOSITÀ PER LE GIRAFFE? QUALCHE GIORNO FA SONO STATO IN UNA RISERVA NATURALE, PURTROPPO PER ARRIVARCI CI VOLEVANO BEN DUE ORE DI CAMMINO! UN VERO PROBLEMA PER LE MIE CONDIZIONI FISICHE. COSI' RIMASI UN PO' TRISTE E DEMORALIZZATO! MA DIO E' GRANDE! FACENDOMI TROVARE ALL'INGRESSO DELLA RISERVA BEN 7 GIRAFFE!!! CHE HO POTUTO AMMIRARE NELLA LORO MAESTOSA ALTEZZA ED ELEGANZA. VI SCRIVO QUESTO ANEDDOTO PER RICORDARVI CHE IL SIGNORE CI DA SEMPRE IL MEGLIO , SE NOI RIMETTIAMO LA NOSTRA SORTE IN LUI. IERI ED OGGI, STAVAMO CERCANDO LA SOLUZIONE PER VEDERE I LEONI MA VENUTA SERA NON RIUSCIMMO A TROVARLI, AMMIRANDO INVECE MOLTI ALTRI ANIMALI, "TUTTO BELLO, MA PECCATO PER IL LEONE" COSI’ PARLAI AL MIO CUORE E DISSI: "SIGNORE TU CHE MI HAI DONATO TANTO SE A TE PIACE VIZIARMI, FAMMI VEDERE IL LEONE SE TU VUOI" COSI’ LA SERA MENTRE OSSERVAVO UNO SPLENDIDO PANORAMA COMINCIAI A PREGARE IL SIGNORE CHE MI RICORDO' NEL MIO CUORE IL MOTIVO PER CUI ERO QUI E CHE DIO STAVA ADEMPIENDO ALLA SUA PROMESSA CHE MI FECE IN PASSATO. QUESTO MI RESE VERAMENTE FELICE. TANTO DA SENTIRE L'AMORE DEL PADRE! AMORE CHE NON HO POTUTO RICEVERE DAL MIO PAPA’ TERRENO. IL PADRE CELESTE MI HA RICOMPENSATO DI OGNI GIOIA! PRIMA DI CONCLUDERE LA GIORNATA GESÙ MI DIEDE UN ALTRO DONO NON VIDI UN LEONE MA BEN 4 COPPIE!! E’ INCREDIBILE COME DIO ASCOLTA ANCHE LE NOSTRE PIÙ BANALI PREGHIERE, VERO? IL NOSTRO PADRE CELESTE SA COME FARCI GIOIRE, SE TU NON DIMENTICHI CHE EGLI HA DATO TUTTO SE STESSO PER AMOR NOSTRO. VI HO SCRITTO E’ PER DIRVI CHE DIO VUOLE ESAUDIRE IL DESIDERIO DEL NOSTRO CUORE MA SE DELLE VOLTE NON RICEVIAMO SUBITO RICORDA CHE LA NOSTRA GIOIA E’ COMPLETA IN CRISTO, LUI CI AMA, RICORDALO SEMPRE."
VI RACCONTO ALCUNE BENEDIZIONI CHE HO RICEVUTO NEL MIO CUORE. RICORDATE LA MIA CURIOSITÀ PER LE GIRAFFE? QUALCHE GIORNO FA SONO STATO IN UNA RISERVA NATURALE, PURTROPPO PER ARRIVARCI CI VOLEVANO BEN DUE ORE DI CAMMINO! UN VERO PROBLEMA PER LE MIE CONDIZIONI FISICHE. COSI' RIMASI UN PO' TRISTE E DEMORALIZZATO! MA DIO E' GRANDE! FACENDOMI TROVARE ALL'INGRESSO DELLA RISERVA BEN 7 GIRAFFE!!! CHE HO POTUTO AMMIRARE NELLA LORO MAESTOSA ALTEZZA ED ELEGANZA. VI SCRIVO QUESTO ANEDDOTO PER RICORDARVI CHE IL SIGNORE CI DA SEMPRE IL MEGLIO , SE NOI RIMETTIAMO LA NOSTRA SORTE IN LUI. IERI ED OGGI, STAVAMO CERCANDO LA SOLUZIONE PER VEDERE I LEONI MA VENUTA SERA NON RIUSCIMMO A TROVARLI, AMMIRANDO INVECE MOLTI ALTRI ANIMALI, "TUTTO BELLO, MA PECCATO PER IL LEONE" COSI’ PARLAI AL MIO CUORE E DISSI: "SIGNORE TU CHE MI HAI DONATO TANTO SE A TE PIACE VIZIARMI, FAMMI VEDERE IL LEONE SE TU VUOI" COSI’ LA SERA MENTRE OSSERVAVO UNO SPLENDIDO PANORAMA COMINCIAI A PREGARE IL SIGNORE CHE MI RICORDO' NEL MIO CUORE IL MOTIVO PER CUI ERO QUI E CHE DIO STAVA ADEMPIENDO ALLA SUA PROMESSA CHE MI FECE IN PASSATO. QUESTO MI RESE VERAMENTE FELICE. TANTO DA SENTIRE L'AMORE DEL PADRE! AMORE CHE NON HO POTUTO RICEVERE DAL MIO PAPA’ TERRENO. IL PADRE CELESTE MI HA RICOMPENSATO DI OGNI GIOIA! PRIMA DI CONCLUDERE LA GIORNATA GESÙ MI DIEDE UN ALTRO DONO NON VIDI UN LEONE MA BEN 4 COPPIE!! E’ INCREDIBILE COME DIO ASCOLTA ANCHE LE NOSTRE PIÙ BANALI PREGHIERE, VERO? IL NOSTRO PADRE CELESTE SA COME FARCI GIOIRE, SE TU NON DIMENTICHI CHE EGLI HA DATO TUTTO SE STESSO PER AMOR NOSTRO. VI HO SCRITTO E’ PER DIRVI CHE DIO VUOLE ESAUDIRE IL DESIDERIO DEL NOSTRO CUORE MA SE DELLE VOLTE NON RICEVIAMO SUBITO RICORDA CHE LA NOSTRA GIOIA E’ COMPLETA IN CRISTO, LUI CI AMA, RICORDALO SEMPRE."
Saturday, July 05, 2008
Testimonianza di guarigione di Andrew Miro
"Sono nato in una famiglia Cristiana Evangelica, ma questo non significa niente. Già in tenera età il Signore mi ha guarito, ero in coma (ci sono stato per 3 giorni) e mia madre pregava per me. Lei era sempre accanto a me, mi teneva la mano e nel momento più difficile dove io stavo proprio morendo mi prese tra le braccia nelle mura dell’ospedale e mi presentò davanti a Dio esclamando “Oh Dio questo è il figliuolo che tu mi hai donato. Se tu lo vuoi prendere prepara il mio cuore, altrimenti sai che la mia speranza è solo in Te e lo consacro a Te per la seconda volta affinché un giorno possa essere un Tuo figliuolo, strumento nelle Tue mani. I medici non sapevano cosa fare e dicevano a mia madre che l’unica alternativa era di andare all’ospedale Gaslini perché dovevo avere qualcosa a livello celebrale, ma il Medico Dei Medici non la pensava allo stesso modo. Mia madre ebbe una conferma da Dio sulla mia guarigione . Mi tolse da quell’ospedale per fede. E per fede cominciò a darmi il cibo che io prima rifiutavo e vomitavo. Per fede, cominciai a vivere la vita col sorriso vero di un bimbo. Per fede vidi la vita per come Dio l’aveva messa nel mio cuore dandomi amore e pace. Il Signore mi ha guarito. Insieme a questa guarigione non soffrì più neanche di un otite cronica che mi perseguitava fin dalla nascita con infezioni e dolori forti all’orecchio. Posso dire oggi: Il Signore è colui che GUARISCE, LIBERA, SALVA e quando Lui opera, non opera mai a metà."
Wednesday, June 25, 2008
..NON PIÙ GRAZIE A GESÙ! (la mia risposta!)
Shalom carissimi,
Cosi' rispondo al post. precedente (qui sotto) e all'indagine di "telefono amico Italia" che considero reale e veritiera da ex! Ebbene si, posso dire di esser stato parte di quel 80% di italiani che si sente solo e soffre di solitudine . La solitudine e' una vera e propria malattia, che colpisce ogni ceto sociale e va oltre al bisogno fisico di stare insieme poiché so bene che si può esser soli anche in mezzo 50.000 persone e attenzioni! Infatti la solitudine e' una condizione frutto della mancanza del vero Amore! Molto spesso la solitudine e' un buco nel cuore che ha la forma di Gesù. Gesù e' quell'amico che non vedi ma che si fa sentire continuamente. E' colui con cui puoi sfogarti, lasciandogli ogni tuo peso, disturbo. Non e' un problema per lui prendersi i tuoi pesi e' già morto una volta per noi a causa delle nostre ingiustizie ed e' ancora vivo, pronto a farlo di nuovo tutti i giorni non per una religione ma perché semplicemente ci Ama! Cosi' vi voglio testimoniare, consigliare la ricetta che ha tanto dato ottimi risultati con me e che li darà' pure a te! (se lo desideri) A differenza degli uomini Gesù e' proprio un amico fedele prodigo di buoni consigli, che non ci abbandonerà mai!
La ricetta e' semplicissima basta invitare Gesù nel nostro cuore cercandolo personalmente, pregando solo a Lui o leggendo le "istruzioni" che lui ha lasciato per farsi conoscere meglio la bibbia www.laparola.net e infine riconoscere Gesù come personale Salvatore della tua vita.
Se desideri sapere di Più su questa medicina puoi contattare il numero di :
SOS preghiera 0289421072 o cliccare http://www.scegligesu.wordpress.com/
Ricorda che: l'Amore di Gesù e' un:
- Amore incondizionato,
- un Amore che guarisce le ferite più profonde,
- che libera le anime di chi è prigioniero,
- che consola anche quando nessuno può consolare
- ,che dà gioia e vita a chi non ha più voglia di vivere,
- che incoraggia chi si sente fallito,
- che sostiene chi è scoraggiato,
- che dà forza a chi è stanco,
- che accetta chi è rigettato,
- che giustifica chi è condannato.
Shalom carissimi,
vi pubblico questa indagine scovata dal sito www.disabili.com poiché e' un argomento che mi tocca moltissimo anzi, grazie a Dio mi ha toccato! poiché per me ora la solitudine e' solo un ricordo!
buona lettura, Dio vi benedica!
Davide
Un vero e proprio allarme sociale quello che emerge dai dati di Telefono Amico Italia Telefono Amico Italia ha presentato i dati e la sintesi dell’indagine demoscopica “Gli italiani, il disagio e la solitudine”, realizzata nel marzo 2008 su un campione rappresentativo di 1.001 italiani. Sono numerose le difficoltà della vita per le quali gli italiani provano un profondo disagio emotivo: quelle materiali, come la disoccupazione e la precarietà economica (89%) e abitativa (80%). Ma anche psicologiche, come la mancanza di qualcuno con cui confidarsi e la solitudine (80%). Il 70% ritiene infatti che negli ultimi anni nel nostro Paese la condizione di solitudine sia “dilagata”. Un italiano su 4 ha provato in modo non raro l’esperienza della solitudine, mentre 3,9 milioni si sentono spesso o sempre soli: tra questi single, ultra54enni, persone con bassi redditi e con scarsa istruzione, residenti in grandi città. L’analisi dei dati locali indica che Milano è la capitale della solitudine, l’area metropolitana dove le persone si sentono più sole. Un allarme e un disagio per i quali gli italiani trovano una risposta - personale e sociale - nel desiderio di una “società dell’ascolto” (il favore è oltre il 70%): 3 italiani su 4 aspirano a vivere in un mondo dove qualcuno sia pronto ad ascoltare senza giudicare. Quando poi la solitudine si fa sentire, i riferimenti sono quasi solamente quelli tradizionali, la famiglia (65%) (che è comunque luogo in cui ci si può sentire soli) e gli amici (41%). Poi ecco un grande vuoto-silenzio da colmare: solo un italiano su 10 si rivolgerebbe a un terapeuta, solo il 4% a un sacerdote. L’80% vede invece con deciso favore un servizio di ascolto volontario e gratuito come quello di Telefono Amico, associazione cui gli italiani tributano grande favore e a cui chiedono di farsi conoscere di più. Spiega Enrico Finzi, sociologo, presidente delle società Astra Ricerche: “Possiamo definire il particolare disagio che abbiamo rilevato la ‘solitudine dei non emarginati’, che riguarda cioè persone che vivono questo disagio pur senza essere marginali o vivere in condizioni estreme”. Tanto che per 3 italiani su 4 la solitudine è diffusa anche “tra i giovani, tra chi lavora e ha famiglia”. Il campione, rappresentativo di 49 milioni di italiani adulti, è suddiviso in speciali aree territoriali: neo Nord Ovest, Triveneto, Centro alto, Centro basso, Neo Sud (Tutti i dati delle singole aree sono disponibili su richiesta). Il neo Nord Ovest, che comprende Piemonte, Val d’Aosta e Lombardia vede le persone più propense a una società in cui la gente “sappia arrangiarsi da sola” (36 e 37% vs 30% di media nazionale) al contrario del centro basso e del neo-sud (25%). Tra le cause di disagio emozionali sono percepite come più gravi della media le conseguenze di malattie fisiche e psichiche, non avere nessuno che ti possa aiutare o con il quale confidarsi. La solitudine per 1,1 milione di piemontesi, valdostani e lombardi è condizione permanente o prevalente. I residenti in queste regioni che conoscono bene TAI sono di più della media degli italiani (42 contro 36%). Solo 6 abitanti su 100 di queste regioni si rivolgerebbe a terapeuti in caso di solitudine (9% gli italiani).
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