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Saturday, April 28, 2007


APRILE,MAGGIO,GIUGNO 2007 JONI AND FRIENDS ITALIA NOTIZIE


Shalom amici e fratelli, riceviamo e pubblichiamo! scarica qui la versione in pdf : http://www.jafitalia.org/news.pdf


Ancora regali...ma Speciali !
Il regalo speciale è un’occasione per mettere in pratica l’amore per chi soffre, per chi è solo, per chi ancora non conosce Gesù. E’ un’esperienza che aiuta gli altri, ma ancora di più fa crescere. Ogni volta che mettiamo in pratica la volontà di Dio siamo noi che riceviamo benedizioni e ci avviciniamo insieme al nostro Padre celeste.Se non l’avete mai fatto vi incoraggiamo di cuore ad organizzare un regalo speciale nella vostra zona. E’ semplice!Chiedeteci informazioni su come fare...


Di seguito alcune testimonianze reali di cosa significa aiutare gli altri.



REGALO SPECIALE – TORINO VISITA AL CENTRO DI RIABILITAZIONE C.R.F.
Era la prima volta che insieme a mio marito e ad un gruppo di fratelli e sorelle, visitavo il centro per disabili su in collina a Torino. Dopo aver trascorso del preziosis-simo tempo in preghiera, eravamo pronti ad incontrare coloro che il Signore Gesù aveva già preparato. Io e mio marito, siamo saliti al primo piano con i pacchetti del regalo speciale nelle nostre mani, e proprio lì abbiamo incontrato una splendida ragazza di nome Barbara, che ci rimarrà sempre nel cuore. Dopo esserci presentati le abbiamo consegnato una busta contenente il calendario ed alcuni dolci; lei ci ha ringraziati con un bellissimo sorriso. Ci ha poi invitato a sederci entrambi vicino a lei che stava su di una sedia a rotelle per via di un incidente in moto avuto insieme a suo marito. Ebbene, nonostante tutte le sue disavventure e le sue paure, ci ha raccontato che, proprio perché stava attraversando un periodo triste, aveva iniziato a leggere la Bibbia. Barbara sentiva che nonostante la drammatica situazione nella quale si trovava, Dio le era vicino e che se fosse stato nella Sua volontà, l'avrebbe aiutata un giorno a camminare di nuovo. Prendendo spunto dalle sue parole, con molto piacere, abbiamo cercato di rassicurarla e di incoraggiarla, sfogliando insieme a lei la Parola di Dio e chiedendole di leggere proprio quei versetti che parlano della salvezza e della vita eterna con il Signore Gesù. Quel sorriso iniziale era già grande, ma vi assicuriamo che dopo aver pregato per lei ed averla abbracciata prima di doverla lasciare, esso era diventato ancora più solare. Durante queste visite, abbiamo il privilegio di sperimentare una grande gioia e spesso siamo proprio noi, Suoi figli, a tornare nelle nostre case incoraggiati e felici.
Salvina



VISITA ALLA CASA DI CURA DI VIA PLAVA A TORINO
Quel pomeriggio, prima di avviarci alla casa di riposo in Via Plava, ci siamo ritrovati nella comunità di Via Negarville per pregare insieme e chiedere a Dio che preparasse Lui i cuori e le menti di tutti gli anziani che ci aspettavano al centro. Mi piace pensare che gli anziani sono un pò come dei bimbi cresciutelli! Purtroppo molti di loro soffrono di solitudine, perciò vi lascio immaginare la loro gioia e la curiosità nel vederci arrivare con tutti i sacchetti colorati, pieni di regali speciali. Quel pomeriggio, dopo esserci presentati, abbiamo fatto con loro un gioco con i numeri; vi posso assicurare che nessuno di loro ha sonnecchiato ma anzi molti hanno partecipato e si sono divertiti. Subito dopo è stato presentato loro, in modo semplice e chiaro, il messaggio del Vangelo e alla fine abbiamo pregato per tutti i presenti. Tutti hanno apprezzato molto il calendario ed alcuni di loro lo stavano aspettando con ansia, perché durante l'anno i versetti in esso contenuti, sono di grande incoraggiamento. Ringraziamo il Signore che anche molti tra parenti e personale erano presenti, preghiamo che abbiamo ritenuto nel cuore ciò che hanno ascoltato.
Salvina



VISITA A VILLA PRIMULE
Ringraziamo il Signore che ci ha dato l'opportunità anche quest'anno di poter distribuire nella casa di riposo Villa Primule i calendari cristiani come "Regalo Speciale". In quest'occasione abbiamo potuto coinvolgere una parte del gruppo musicale della chiesa Betania e con alcuni collaboratori di Jaf Italia abbiamo cantato alcuni canti cristiani, dopodiché c'è stato un breve messaggio sul vero significato del natale. Lo scopo di quest'incontro natalizio è anche quello di poter contattare alcuni ospiti della casa di riposo da poter poi andare a trovare durante l'anno. Ci rendiamo conto che la messe è grande, ma gli operai sono davvero pochi, chiediamo al Signore che mandi operai nella sua messe. Ringraziamo anche il Signore perché siamo riusciti ad organizzare per il 5 Aprile un'altra giornata in cui ci recheremo alla casa di riposo con un gruppo di adolescenti della chiesa Betania che faranno un piccolo intrattenimento per gli anziani con canti e danze seguite da testimonianze e un breve messaggio della Parola di Dio.
Gabriella

BOLOGNA
Mi chiamo Pina e da alcuni anni partecipo con il gruppo di Joni and Friends Italia di Bologna al regalo speciale che distribuiamo in prossimità del Natale, innanzitutto per dare gloria a Dio e poi anche perché l' amore di Dio per noi è così grande che non possiamo tenerlo solo per noi, ma farlo conoscere anche a coloro che vivono una situazione di sofferenza. Quest'anno ho avuto l'opportunità di parlare con Maria dopo averle dato il regalo speciale per sua mamma (ossia un calendario della parola di Dio insieme a dei dolcini, la madre è anziana e disabile ricoverata al Bellaria). Dopo un pò sono iniziati i canti dei ragazzi del coro, lei ha cominciato a piangere quasi a dirotto e io mi sono avvicinata a lei pensando alla commozione, cercando di capire se era solo emozione o altro. Lei tra le lacrime mi ha confessato di avere un cancro e che probabilmente doveva essere operata, Aveva due bambini piccoli e non sapeva come fare, si è poi avvicinato il marito anche lui quasi in lacrime ed era commosso dal fatto che persone estranee a loro, fossero interessate alle persone disabili, al chè gli ho spiegato che non siamo bravi noi ma è il Signore che è un Dio d'amore! Lei si è presa il mio numero di telefono ma senza lasciarmi il suo, Non ho ricevuto fin ad ora sue notizie. Ringrazio il Signore per questa opportunità continuando a pregare per lei e la sua famiglia.
Pina


Mi chiamo Franco e da alcuni anni insieme al mio gruppo di volontari di Joni and Friends Italia di Bologna, in periodi particolari dell'anno ci rechiamo a Montecatone in provincia di Imola (purtroppo per vari problemi riusciamo a farlo solo a Natale e Pasqua e ogni tanto quando riusciamo negli altri periodi). Montecatone è un centro di riabilitazione motoria popolato da molti giovani che a causa di incidenti stradali in moto o in auto sono costretti a passare dei lunghi periodi di degenza per fare riabilitazione, ma alcuni sono addirittura costretti a rimanere a letto e non possono presenziare come gli altri alla serata musicale che organizziamo con la gioia della dott.ssa responsabile del reparto. Quest'anno rispetto agli anni precedenti è stato bellissimo! Grazie al fratello in fede Iader, che ha chiesto ed ottenuto la sala del piano terra anziché del secondo piano, si è data la possibilità ad un bel gruppo di pazienti di partecipare alla serata musicale. Sono stati distribuiti circa 200 calendari della parola di Dio insieme a dei piccoli dolci dopo aver pregato il Signore ringraziandoLo per il privilegio di servirLo, consolando i cuori di coloro che sono afflitti. Matteo cap 5:4 "Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati" ovviamente più che la nostra presenza è stata la Parola di Dio a consolarli con la buona notizia del VANGELO!
Franco

5 per mille
Ora potete versare il vostro 5 per mille anche a Joni and Friends Italia. Per farlo basta indicare il nostro codice fiscale nell’apposito riquadro della vostra dichiarazione
97591460015


Grazie!

Testimonianze
Buona giornata a tutti,
E' un onore poter riscrivere la mia testimonianza ed avere l'opportunità di dare, grazie a Dio, speranza e incoraggiamento a chi ne avesse bisogno.
Mi chiamo Davide, vivo a Sesto San Giovanni (Milano) sono nato il 22/09/1971 e dall'età di 16 anni cioè dal 3/7/87 convivo, abbastanza bene, con una emiparesi sinistra causata da un trauma post-operatorio dovuto ad un'asportazione tumorale (gangliglioma 17 casi in Italia) nella zona cerebrale destra.
Da allora cambiò la mia vita!
Da giovane sportivo ma ribelle, con un probabile futuro incerto, difficile e senza un vero scopo, divenni poi disabile, ma scoprii, poi, di aver acquistato una sensibilità particolare, una forza ed un coraggio incredibili! Sempre pronto ad accumulare dentro di me l'aiuto, l'affetto, l'amore da parte di tutti (era gia la bontà di Dio che stava operando in me), non finirò mai di ringraziare Dio, la famiglia, gli amici.
Subito dopo esser uscito dall'ospedale passai circa 10 anni di riabilitazione e duro lavoro che mi portarono ad essere totalmente autonomo, ma furono anche anni di sbandamento, dove non s'intravedeva qualcosa di positivo, molto bui pieni di mia solitudine di rabbia verso tutto il mondo e la famiglia.
Ma in fondo il mio cuore quei semi che Dio aveva seminato durante il mio periodo in ospedale, cominciarono a crescere stimolando il mio desiderio di poter ripagare quell'amore ricevuto aiutando il prossimo.
Così, nel gennaio del 2001 la mia vita cambio di nuovo!

Infatti, tramite un'amica, conosciuta in circostanze davvero strane, mi fece incontrare l'unica persona che mi avrebbe riconciliato con la mia malattia, trasformato la mia rabbia in amore, dato la possibilità di aiutare il prossimo per mezzo Suo ma soprattutto conobbi il suo amore, il suo nome è Gesù!
Gesù è veramente un amico, un fratello è colui che illumina la nostra vita dandoci uno scopo, ed è colui che attraverso il suo amore ci da la forza per superare ogni ostacolo e ogni barriera architettonica, culturale, psicologica riempiendoci di nuova gioia,speranza e guarigione!

Con la mia vita e con queste righe vorrei dire a tutti i diversamente abili o chi sta passando un periodo di sofferenza di andare oltre le circostanze e le afflizioni, non lamentandosi contro chi ci circonda e contro Dio, ma di confidare e di accedere completamente a quell'amore che il nostro Padre Celeste ha per noi.
Infatti dando piu' spazio alla grazia di Dio e al suo amore paterno nel nostro cuore si può vivere “come afflitti, eppure sempre allegri; come poveri, eppure arricchendo molti; come avendo nulla, eppure possedendo ogni cosa!” (2 Corinzi 6:10) possiamo danzare (“...Egli mutò il mio lutto in danza” Geremia 31:13) possiamo praticare sport, intraprendere viaggi missionari (sono stato in Albania nel 2006 con Joni And Friends Italia

www.jafitalia.org in Argentina nel 2004 e nel sud-est asiatico nel 2005 con Missione Possibile onlus www.missionepossibile.com ), frequentare corsi come volontari ospedalieri o semplicemente si può vivere al centro e non ai margini della società godendo della comunione con Cristo e con i fratelli di quella che è una nuova famiglia che è la chiesa, io frequento il Ministero Sabaoth di Milano www.ministerosabaoth.org ,
Ma soprattutto vi invito a condividere la grazia del nostro Signore servendolo e benedicendo il prossimo come è scritto nella bibbia , in 2 Corinzi 1:4 "il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione."
Shalom a tutti voi
Davide (giobbe3787)
Davide Selva

RACCOLTA FONDI SPECIALE

Molti di noi si ricorderanno di Rosetta, la ragazza tetraplegica che è ricoverata già da quasi quattro anni al CRF di Torino. Tutti noi insieme a voi abbiamo pregato e preghiamo per lei.
E’ arrivato il tempo di presentarvi un bisogno indispensabile per lei per cui il Signore ci ha messo sul cuore di aiutarla.
Rosetta non può spostarsi autonomamente, soffre molto di questa situazione sia emotivamente che fisicamente. Ha bisogno di una nuova sedia elettronica che le permetta autonomia negli spostamenti all’interno e fuori del centro.
Purtroppo questo genere di ausili sono estremamente costosi per questo chiediamo il vostro aiuto. Sappiamo che le richieste economiche arrivano da ogni parte e che per molti è difficile “sbarcare il lunario”, ma crediamo anche che esista una ricompensa eterna per chi dà agli altri disinteressatamente.
Se il Signore vi chiama a farlo potete fare un versamento sul nostro conto corrente postale n.12880100 specificando la causale “Rosetta”.
Grazie.


GRAZIE PER IL VOSTRO AIUTO!

Desideriamo ringraziare tutti quelli che hanno sostenuto in preghiera i lavori di ristrutturazione del nuovo ufficio di Joni and Friends Italia.
Grazie alle chiese che ne hanno fatto un soggetto di preghiera durante i loro incontri. Una chiesa in provincia di Asti ci ha informati di questo impegno regolare durante la loro riunione di preghiera e questo ci ha incoraggiato molto.

Grazie per quanti (singoli e chiese) hanno inviato offerte a sostegno delle spese.

Grazie a tutti i volontari che hanno lavorato e stanno ancora lavorando per ultimare la ristrutturazione: Mosè, Bruno, Ben, Paolo…..

· Rivestimento pareti in cartongesso: ULTIMATO!
· Ribassamento soffitto e plafoniere: ULTIMATO!
· Impianto elettrico e telefonico: quasi ultimato!
· Lavori di sistemazione porta di ingresso: ancora da ultimare
· Pavimentazione: ancora da ultimare
· Cassetta posta: ACQUISTATA!
· Stufa elettrica: ancora da acquistare


Nuovo indirizzo e sede di
Joni and Friends Italia:

VIA SANSOVINO, 243/27
10151 T O R I N O
Si prega di inviare la vostra posta al
nuovo indirizzo e non più al vecchio

Telefono provvisorio:
cell. 339 7605826
In attesa di installare un telefono fisso nel
nuovo ufficio, si prega di telefonare al
cellulare sopraindicato. Risponderà
Franca che sta facendo il servizio di
segreteria di Joni and Friends Italia.

GRAZIE!

Joni and Friends ItaliaVia Sansovino 243/2710151 TORINO
E-MAIL:
info@jafitalia.org
Web:
www.jafitalia.org
c/c postale n. 12880100 intestato Joni and Friends Italia - Torino

Tuesday, April 24, 2007






5X1000 A JONI AND FRIENDS ITALIA ONLUS

Cari fratelli e amici.


Da quest'anno è possibile sostenere l'opera di Joni and Friends Italia tramite il versamento del 5 per mille.
Per farlo basta inserire il nostro codice fiscale nell'apposita casella della dichiarazione dei redditi.
Ecco il codice:

97591460015



I fondi verranno utilizzati per la nostra opera di sostegno materiale e spirituale alle persone disabili

Fra i nostri programmi:

  • Wheels for the World
    Raccogliere, riparare e distribuire sedie a rotelle in paesi "poveri" per aiutare in modo pratico le persone disabili mostrando l'amore di Dio
  • Regalo Speciale
    visite a Centri o Istituti che ospitano persone disabili in periodi particolari dell’anno. Lo scopo è di portare loro non solo un dono, ma soprattutto incoraggiamento e amicizia
Corsi di formazione “Cuori in Azione” per volontari e responsabili
Formare volontari per iniziare un servizio verso le persone disabili a livello locale
  • Corrispondenza e assistenza alle persone disabili Perchè anche comunicare è importante per chi soffre o è solo.
  • Per ulteriori informazioni visitate il nostro sito Internet: ht

    tp://www.jafitalia.org/ o hiedete!

    Ricordiamo che la nostra associazione è TOTALMENTE portata avanti da volontari NON RETRIBUITI
    e che i costi di gestione/amministrazione sono veramente ridotti al minimo.

    GRAZIE!

    Caterina Olivero


    Friday, April 20, 2007




    Shalom amici e fratelli,

    Con queste scarne ma altrattanto "sentite" righe desidero ringraziare a nome di Joni and Friends Italia http://www.jafitalia.org/, ma sopratutto a nome dei ragazzi della fondazione "Gesu' ama l'Albania" di Marikaj (Tirana) (vedi post. "occhi per vedere" del16/10/06), Silvana e Dario del ministerosabaoth di Milano che hanno raccolto il mio appello di richiesta d'aiuto (vedi post. del 13/03/07) trovando e trasportando (al centro di raccolta di Milano) una nuova carozzina che presto dara' piu' autonomia e speranza a uno delle tante persone con disabilita' di Marikaj.

    Confidiamo in una maggiore partecipazione ed in altre collaborazioni.

    grazie! Dio vi benedica.



    Monday, April 02, 2007

    Nulla su di noi senza di noi!

    Carissimi amici,
    Questo è il motto e risultato di circa 3 ore di conferenza a cui ho avuto il privilegio di assistere, intitolata "Verso la ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità'" organizzata dal Ministero della Solidarietà Sociale e dalla Provincia di Milano. Svoltasi il 26/03/07 nell’aula consigliare della provincia, l'aula era completamente accessibile alle carrozzine ed era presente un servizio di traduzione nella lingua dei segni per i non udenti.
    Ad analizzare la Convenzione, la sua portata e l’impatto che essa avrà nella lotta alle discriminazioni, erano presenti, fra gli altri, il Prof. Papisca, uno dei maggiori studiosi di diritto internazionale a tutela dei popoli e delle persone, la dottoressa Beria, facente parte del Segretariato ONU dedicato alla Convenzione, la quale ha seguito i lavori di negoziazione e stesura della Convenzione, e il Ministro Ferrero. Lo stesso ministro andrà a New York il 30 marzo in rappresentanza del nostro Governo, ad apporre fra i primi la firma alla Convenzione. Erano presenti inoltre Alberto Mattioli, Vice Presidente della Provincia di Milano, Ombretta Fortunati Consigliere delegata alla partecipazione e tutela dei diritti delle persone con disabilità e Giampiero Griffo, rappresentante italiano presso l’ European Disability Forum e membro del Consiglio Mondiale Disabled People International. Infine, presenziavano anche Emanuela Baio Dossi, Fiorenza Bassoli ed Erminia Emprin, Senatrici promotrici dell’Appello dei 48 Senatori per la ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, Pietro V. Barbieri Presidente F.I.S.H. Federazione Italiana Superamento Handicap, Pietro Mercandelli Presidente F.A.N.D. Federazione fra le Associazioni Nazionali dei Disabili e Franco Bomprezzi, giornalista, caporedattore centrale AGR R.S.V.P. , a coordinare i lavori.
    La conferenza si è suddivisa in due sessioni: nella prima parte si è parlato dei “Diritti umani e il valore della convenzione” dove è emersa l’importanza di difendere le differenze di ognuno per tutelare tutti, poiché siamo tutti diversi e il diritto dell’uomo a non esser sottomesso alle condizioni economiche. A questo proposito, vi è stato un esplicito riferimento a un recente caso in Inghilterra, dove un ospedale ha chiesto l’eutanasia per due bambini disabili perché ritenuti un costo eccessivo per la società.
    Alla convenzione sono stati riportati e affermati quindi questi diritti, oltre a quelli dello studio, della cura, dell’educazione e della parità lavorativa; diritti ancora poco affermati in molti paesi non solo in via di sviluppo, ma anche in Europa. Essa rappresenta uno strumento valido con il quale ogni governo potrà confrontarsi per legiferare a favore dei disabili e combattere quello che molto spesso è connubio fra povertà e disabilita’
    Nella seconda sessione si è discusso dell’importanza di una rettifica in sede ONU per dare il via al più presto a nuove leggi e finanziamenti che tutti noi speriamo si concretizzino con lo scopo di migliorare la qualità della vita del disabile in Europa e nel mondo. L’idea sarebbe di cambiare il sistema di integrazione e assistenza in un sistema inclusivo, cioè dove il disabile è incluso e partecipa alla vita politico-,sociale ed e’ attivo nel campo della solidarieta’
    Il primo passo è stato fatto: per la prima volta si è arrivati ad organizzare la convenzione con la partecipazione diretta di disabili come Giampiero Griffo e altre associazioni di Disabili.
    L’unico neo della convenzione riguarda l’applicazione dell’articolo 25 che fa riferimento all’aborto, sia come diritto, come modalità e metodo della salute riproduttiva, questo articolo consiste uno scoglio per lo stato del Vaticano che rifiuta, coerentemente, di apporre la propria firma, personalmente credo che questo articolo vada in contrasto con l’esempio dell’ospedale inglese riportato dai relatori e descritto nelle righe precedenti.
    Concludo sperando che tutto ciò che ho sentito e capito si traduca veramente in politiche concrete per facilitare la nostra permanenza su questa terra e ( superando o eliminando l’art. 25) applicando in pieno il diritto alla vita, desidero inoltre ringraziare Gesù Cristo poiché grazie a Lui non mi trovo ai margini della società, ma posso considerarmi un diversamente abile pienamente incluso nella società civile, attivo in una grande famiglia che è la Sua Chiesa e al centro della volontà di Dio.
    Per questi motivi mi impegno a rivendicare per tutti i disabili il diritto di essere messi in condizione di poter accedere autonomamente e liberamente alla Parola di Dio (vedi la Bibbia in braìl per i non vedenti, le traduzioni con i segni per i non udenti e l’abbattimento di barriere architettoniche) per includerli pienamente nella vita della Chiesa come servitori di Cristo e portatori di benedizioni.
    grazie Dvb Davide

    Per chi desidera scaricare la convenzione tradotta, non ufficialmente, in italiano puo’ collegarsi a:
    http://www.superando.it/docs/Convenzione%20ONU%20Italiano%202.doc

    Thursday, March 29, 2007

    autismo: Una meravigliosa guarigione
    Shalom, fratelli e amici,
    In riferimento al vecchio post. su l'autismo del 7/02/07 non posso che non pubblicare, con enorme piacere, questa meravigliosa testimonianza di Rossella "scovata" sul forum di http://www.evangelici.net/
    "Vi racconto, ALLA GLORIA DEL SIGNORE, un'esperienza della
    quale sono stata testimone e che ho seguito passo per passo, avendo una
    relazione strettissima con la famiglia interessata. Due sposini
    credenti ebbero un figlio che chiameremo Enzo. Dopo circa un anno,
    apparve evidente che il bambino era affetto da autismo. A quasi tre anni diceva
    con sforzo tre parole, camminava ma non correva e quel che era peggio, non
    entrava in contatto con nessuno, nemmeno con la propria madre. Passava le
    sue giornate seduto in un angolo con un righello di plastica colorata in mano.
    Il suo gioco più interessante era di disporre alcuni righelli per
    terra in linea retta. I medici restavano nel vago e i genitori, che
    non sapevano un gran che di guarigioni e liberazioni, avevano accettato la cosa
    come una sventura inevitabile. Fino a quando una anziana
    sorella (che Dio la benedica !) regalò loro un libro che trattava di questi
    argomenti. Per i genitori fu una vera scoperta e ben presto
    decisero di fare tre giorni di digiuno e di preghiera per la guarigione e
    liberazione del loro figlio, senza dir nulla quasi a nessuno! Alla
    fine del terzo giorno Enzo era in piedi su uno sgabello e guardava il tramonto
    fuori dalla finestra. Sedute vicino a lui c'erano la mamma ed io. Ad
    un tratto il bambino ha spalancato le braccia, ha gridato fortemente ed è caduto
    per terra con forza, facendosi solo una sbucciatura sulla fronte (in seguito ha
    raccontato di aver visto una specie di lampo). Poi si è rialzato
    con aria allegra e da quel momento preciso è iniziata in lui una grande
    trasformazione: Ha ricominciato a giocare con i suoi righelli, ma adesso
    disegnava per terra quadrati, cerchi, case. Prendeva degli oggetti e
    andava dai genitori per farsi dire come si chiamavano. Il primo giorno ha
    imparato una ventina di parole. Quando la mamma ed Enzo si sono
    recati al giardino, il piccolo si è messo subito a giocare vivacemente e a
    correre con gli altri bambini, ridendo di gusto, con grande stupore delle
    vicine, che ad un certo punto si sono riunite in gruppo ed hanno cominciato a
    commentare il fatto a voce sempre più alta. Attualmente Enzo è un
    adulto, credente, socievole, ha terminato bene i suoi studi ed è molto
    apprezzato dai suoi datori di lavoro. CHE IL SIGNORE SIA LODATO, SEMPRE E
    SOLTANTO LUI!!!"
    Grazie Rossella, non posso che concordare e unirmi alle lodi al nostro potente Signore Gesu'

    Tuesday, March 06, 2007

    AMORE INCONDIZIONATO
    Shalom amici e fratelli,
    dopo "l'amore senza limiti" (vedi post. del 7/11/06) riceviamo da una carissima sorella brasiliana (grazie per i tuoi contributi) e pubblichiamo questa storia, un po' triste ma molto reale che mi ha fatto riflettere su quanto sia' speciale,unico e incondizionato l'amore di Gesu' per noi e quanto sia difficile per gli uomini comprendere e dare lo stesso amore.
    Desidero comunque ringraziare il Signore,nonostante le circostanze, per la buona famiglia che mi ha dato.

    Questa storia racconta il ritorno di un soldato che rientrava a
    casa ...

    Il ragazzo ha telefonato ai suoi genitori e
    disse:

    (figlio) - Papà, mamma sto
    rientrando a casa...ho una richiesta da farvi.
    (genitori) - E' meraviglioso! Caro chiedi ciò che
    vuoi!
    (filglio) - Ho un amico
    e vorrei che lui venisse con me.
    (genitori) - Certamente, caro per noi sarà un grande
    piacere riceverlo!
    (figlio) - Però, devo
    raccontarvi qualcosa che dovete sapere prima.
    Questo
    mio amico fu ferito in un terribile combattimento, una bomba è scoppiata e lui ha perso un braccio e una gamba. E la cosa peggiore è che lui non ha nessun altro posto dove possano accoglierlo perciò desidero che lui venga ad abitare con noi.
    (genitori) - Ci dispiace molto povero ragazzo... ma, forse possiamo
    aiutarlo a trovare un posto dove lui possa vivere tranquilamente.
    (figlio) - No! Desidero con tutto il mio cuore che lui venga a vivere con noi.
    (genitori) - Caro, ti rendi conto di ciò che ci stai chiedendo?
    Questo ragazzo avrà tante difficoltà sarebbe un peso enorme per
    la nostra famiglia, non siamo preparati per questo, è meglio che tu torni a casa e lo dimentichi, sicuramente prima o poi questo ragazzo si
    sistemerà.

    Il figlio chiude la telefonata inaspettatamente, e i
    genitori non ebbero più sue notizie.
    Passato qualche giorno i genitori vennero contattati dalla polizia e furono informati che il loro figlio era morto, era caduto.
    La polizia pensava al suicidio.
    I genitori vennero chiamati a riconoscere il
    corpo ed alla vista del loro figlio, ebbero uno shock! era senza il braccio e la gamba.

    Non ci scandalizziamo! Questi genitori sono
    come noi.

    E' facile amare le belle persone, ma con le
    persone che hanno dei problemi che diventa più difficile.
    Di solito non ci avviciniamo molto alle persone che riteniamo "problematiche", li aiutamo da lontano.

    Ma c'è una speranza! c'è qualcuno che ci ama
    incondizionatamente e che è sempre pronto con
    le braccia aperte ad accoglierci e darci una famiglia.
    Qualcuno che ci ama nonostante le nostre gravi imperfezioni.
    (Salmo 27:10) " Anche se mio padre e mia madre mi abbandonassero, l'eterno mi accoglierebbe."

    Oggi chiediamo a Lui che compatisce le nostre sofferenze d'entrare nelle nostre vite e cambiare tutta la nostra storia e affidiamo il nostro cuore a Colui che può darci molto di più di quello che pensiamo o domandiamo. Usa le tue parole e invita Gesù Cristo a vivere con te ogni giorno della tua vita.

    Vedrai il Suo amore si manifesterà
    attraverso le persone che ti amerano così come sei.

    Monday, March 05, 2007

    Giovanni Nuvoli
    Shalom amici e fratelli,
    dopo il caso Welby (vedi post del 22/12/06), come prevedibile, ecco un nuovo caso ma grazie a Dio la politica pare che non si sia intromessa troppo!
    Cosi' che Giovanni Nuvoli algherese di 53anni malato di Sla ha accettato, dopo aver fatto richiesta che gli venga staccata la spina, di prendere confidenza per un paio di mesi con il sintetizzatore vocale (strumento che gli permettera' di comunicare) che prossimamente sarà a disposizione della Asl sassarese e di continuare le cure per frenargli le crisi.
    Ringraziamo Dio per questa nuova iniezione di coraggio e fiducia!
    (2Corinzi 4:16-17 Sofferenze momentanee e gloria futura )
    "Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria,"
    A questo punto non ci rimane che rivolgerci a Gesu'! Si Egli e' piu' grande della malattia, e' piu' potente del nostro scoraggiamento. Spesso in modo del tutto imprevedibile, ci aiuta ad attraversare i momenti piu' difficili. Allora, a poco a poco, prendiamo coscienza che ogni tribulazione e afflizione non potranno che fortificarci nella nostra anima
    (Giacomo 1:2-6 Prove e tentazioni)
    "2 Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, 3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. 4 E la costanza compia pienamente l'opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti.5 Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. 6 Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là."

    Tuesday, February 13, 2007

    UN VIAGGIO MISSIONARIO

    UNA SCELTA - NON UNA EMOZIONE

    (Dott.ssa Elena Pagliacci) www.missionepossibile.com


    Quando una persona sente parlare di “missione” ci si trova di fronte a due diversi sentimenti.Il primo è “ che bello aiutare glli altri in mondi lontani” il secondo è “bello ma io non riuscirei mai”.Questo perché il mondo missionario agli occhi di chi lo vive da lontano come in un film, senza aver mai fatto un’esperienza diretta è qualcosa che “mi piacerebbe tanto fare “ ma “ che non so se sarei capace di fare”.Anche per le persone non credenti, il mondo missionario riveste una dimensione a parte.E’ qualcosa che fai per gli altri senza pratiche religiose ma solo con il tuo zainetto pieno di amore. Il missionario è visto come un divulgatore d’amore,un seminatore d’amore,un consolatore, qualcuno che sente un incarico che gli viene dall’alto e che non può rifiutare perché il suo cuore, il suo spirito tutto è rivolto a cercare il modo di rispondere alla chiamata al meglio di ciò che può dare.Esistono due tipi precisi di persone a questo riguardo che si sentono portate a iniziare un cammino di conoscenza del mondo missionario.La prima categoria è quella di coloro che ascoltando un missionario parlare,o vedendo un filmato,o sentendo qualcuno che già l’ha fatto,sentono il ‘bisogno’ di partire.Cosa vuol dire il bisogno? Vuol dire che il loro cuore , le loro emozioni si sentono portate a partire per quel viaggio nel tentativo di colmare un vuoto, qualunque esso sia.Hanno bisogno di cimentarsi con qualcosa di forte,con un’esperienza grande che sentono coinvolgerà tutto il loro mondo fisico e spirituale.Cercano quasi una fuga dalle cose di tutti i giorni e nelle quali non riescono a trovare un senso.Partono portando nella loro valigia, le ferite,le delusioni con la speranza che l’amore che troveranno darà uno scossone alle loro esistenze.Poi c’è l’altra categoria, quella di quelli che fanno una ‘scelta’ andando a scoprire il mondo missionario.Sono persone che hanno già sostenuto una guerra interiore,hanno già medicato o guarito le ferite del passato stanno bene con sé stessi ma vogliono dare di più agli altri,vogliono portare il messaggio di Gesù a chi non lo conosce,a chi non sta bene come loro,in poche parole vogliono mettersi “al servizio degli altri” servire e aiutare chi si trova in difficoltà.Tra le dinamiche di queste due diverse tipologie,chi sente il bisogno di fare qualcosa per gli altri e per se stesso, e chi invece sceglie di partire al servizio degli altri sta poi tutto l’intricato sistema di relazioni che nascono all’interno dei vari gruppi che vanno in missione.La figura del missionario non è legata allo spostamento ma al ‘cambiamento’.Alla perdita dei propri parametri di riferimento per entrare nella mente, nella cultura nel mondo di fratelli diversi.Ed è un viaggio molto più difficile che quello stanziale.Vuol dire perdere di vista i propri ragionamenti, le proprie rigidità, le proprie sicurezze, per entrare delicatamente in un mondo sconosciuto dove il compito è arrivare al cuore e non alla soddisfazione di un bisogno.Così noi spesso vediamo persone che partono per una missione come se andassero ad un safari,ma senza il reale desiderio di conoscere e “mettersi al servizio” di chi è sofferente,carente,provato.All’interno dei gruppi e all’interno anche delle diverse denominazioni religiose ( difficoltà,differenze di visione,imprevisti) ci saranno sempre le due dinamiche menzionate sopra.Chi è venuto per ‘bisogno’ soffrirà di competizioni o di piccole e grandi incomprensioni e l’obiettivo non sarà più l’altro che devo aiutare, ma il superamento delle meccaniche relazionali che si ripetono nella vita di tutti i giorni che abbiamo lasciato.Non è certo la visione di un bimbo denutrito di persone che vivono nell’abbandono più totale o nella disperazione, che potrà cambiare la vita di queste persone,il loro cuore,il loro modo di amare il prossimo.Se non faranno un vero processo di ‘scelta’ di amare davvero e di cambiare la loro vita mettendola al servizio degli altri senza aspettarsi nulla in cambio non succederà nulla se non un viaggio interessante,emozionante,scomodo.Ecco perché la figura del leader all’interno del gruppo deve essere una figura che indica unità come corpo di appartenenza, unicità di pensiero e di azione .che altrimenti si distoglierebbe lo sguardo dal vero obiettivo che si vuole raggiungere e cioè l’unità dell’amore e del servizio agli altri.Per ottenere il rispetto delle persone occorre essere affidabili,sinceri,fedeli.Senza mettere in moto niente che non sia l’armonia del gruppo e di ciò che insieme si sta facendo.

    Se ciò avverrà il viaggio verso quella missione o un’altra porterà davvero la persona che l’ha intrapreso a fare una scelta di cambiamento reale sulla vita di tutti i giorni.Allora quando tornerà alla sua esistenza,non porterà nella sua valigia di ricordi solo l’emozione di un viaggio particolare,o la sensazione di essere stato “buono” ma la certezza che il suo cammino sociale non sarà più lo stesso

    "Rain Man" esiste...

    Shalom amici e fratelli,
    in questo mio momento di cambiamenti e rivoluzioni.... gloria a Dio!
    "16 Siate sempre gioiosi; 17 non cessate mai di pregare; 18 in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi." (1tessalonicesi5:16-18)
    desidero riaffermare il mio desiderio e il sogno di servire il Signore nel ministero dell'incoraggiamento e l'importanza di amare " il tuo prossimo come te stesso" (matteo22:39) ed aiutare il prossimo come "vocazione" di Cristo Gesu'
    A tal proposito desidero pubblicare e ringraziare questo bellissimo articolo che condivido in pieno di Ilaria Manzoni fonte www.ceiam.net
    grazie Dio ci benedica

    Autismo

    Il vecchio film con Dustin Hoffman –Rain Man- apre una finestra sul problema dell’autismo.Parliamo della cosidetta sindrome dell’"autismo sapiente": un individuo affetto da grave handicapmentale che comunque riesce a sviluppare un eccezionale talento in vari campi.E’ il caso di Raymond Babbitt, il personaggio interpretato da Dustin Hoffman nel film, chiuso in sè stesso e in un mondo tutto suo, vive giornate scandite da una abitudine maniacale. I pasti, i programmi televisivi che si devono ripetere sempre uguali, quale unico contatto con la realtà degli altri uomini.Il comportamento autistico che Hoffman interpreta con “Rain Man” è uno dei casi meno gravi. Purtroppo solo un autistico su dieci ha capacità mentali straordinarie e geniali come quelle che presenta l'attore nel film, mentre il 75% aggiunge all’handicap anche il ritardo mentale e il 15% è afflitto addirittura da raptus autolesionistici.L’autistico è uno dei malati più solitari; la sindrome che lo colpisce produce gli effetti di una malattia mentale che distrugge i rapporti con gli altri. E’ un individuo isolato dal mondo esterno, infatti "autismo" termine utilizzato dal dottor ‘Leo Kanner’ che per primo studiò questo disturbo, significa chiusura in se stessi.Trattandosi di una sindrome e non di una sola malattia, molte e differenti sono le cause organiche e non, responsabili dell’handicap: un virus, un trauma oppure un cromosoma.I soggetti colpiti raramente guariscono, però possono essere curati con particolari terapie farmacologiche e psicopedagogiche.
    Non solo, una delle migliori cure è sicuramente l’amore. Soggetti come gli autistici e quindi con difficoltà maggiori nel relazionarsi, hanno bisogno di amore che non potrà essere manifestato solo con parole, con una comunicazione diretta, con la presenza e la guida in quello che per loro è più importante: le loro abitudini.Nella Scrittura il messaggio evangelico ci invita a prenderci cura degli altri e importanti sono le parole di Gesù che dicevano "in dono avete ricevuto, in dono date". A tal proposito c’è anche un bellissimo capitolo nella lettera ai Romani capitolo 16 nella quale l’apostolo descrive, attraverso una serie di personaggi, l’importanza di spendere la propria vita per gli altri e non per soddisfare solo il proprio io.
    Credo che una delle migliori soddisfazioni sia quella di sapere di essere stato utile e di aiuto per qualcuno che ne aveva bisogno!!
    (Romani16:1,2) Saluti ed esortazione all'amore fraterno
    "1 Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea, 2 perché la riceviate nel Signore, in modo degno dei santi, e le prestiate assistenza in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me."


    Tuesday, February 06, 2007

    JONI AND FRIENDS ITALIA NOTIZIE GENNAIO 2007
    VIA SANSOVINO 243/27
    10151 TORINO
    TEL 339.7605826 -
    CCP 12880100

    Una lettera da Joni...

    Cari Amici di JAF Italia…
    Quando penso all’incredibile ministero che Caterina Olivero ed il suo team stanno portando avanti fra le persone con disabilità, specialmente in Albania e Bulgaria, mi viene in mente un versetto speciale
    nel Salmo 113:7. Dice: “[Dio] Egli rialza il misero dalla polvere e solleva il
    povero dal letame, per farlo sedere con i prìncipi, con i prìncipi del suo
    popolo.”
    Veramente, ogni volta che una sedia a rotelle viene consegnata, una persona disabile viene risollevata dalla polvere e viene fatta sedere con il Principe di Pace! Per questo lo staff e i volontari di JAF Italia spremono ogni grammo di ministero dai giorni che Dio da loro. La sofferenza che il peccato umano ha portato in questo mondo spezza veramente il cuore.
    E’ una delle ragioni per cui Caterina ed il team di JAF Italia lavorano duramente. Anch’io lavoro duramente per portare l’aiuto e la speranza del Vangelo alle persone disabili dei paesi meno sviluppati. Viaggiando in più di 40 paesi mi sono resa conto di quanto sono stata benedetta... mentre molti altri sono alla disperata ricerca di un contatto con Dio.
    Posso chiedervi di continuare a pregare per lo sviluppo di questo ministero speciale? Dio ha benedetto le stupende persone che vivono nel vostro paese in tanti modi diversi, ma ci sono così tante famiglie con persone disabili al loro interno in parti del mondo che hanno ancora bisogno di ricevere le Sue benedizioni.. Voi potete aiutare a cambiare le cose nelle loro vite attraverso la preghiera e supportando Joni and Friends Italia. Quindi grazie. Attraverso la vostra collaborazione per il Vangelo: “Lui [sta rialzando] il misero dalla polvere e [sta sollevando] il povero dal letame.” E come il Salmo 113:8 dice: Lui fa sedere i bambini disabili con i prìncipi, davvero. Il nostro meraviglioso Prìncipe di Pace!

    GESINA BLAAUW IN ITALIA 17-28 ottobre 2006

    La prima tappa della visita di Gesina in Italia è stata a Follonica, dove è stata ospite di una comunità locale già molto attiva nel ministerio verso i disabili. Qui ha tenuto una riunione la sera del 18 e l’impatto è stato memorabile. Insieme a Renzo Zorzi, che ha fatto parte del team Joni and Friends che è andato in Albania a giugno, ha presentato il filmato che testimonia del viaggio e tutti i presenti sono stati colpiti. Ci sono state molte domande alle quali Gesina ha risposto con la sua meravigliosa abilità di contagiare le persone con l’entusiasmo per l’opera del Signore.
    Da Follonica si è spostata a Parma in un viaggio breve ma sotto una pioggia scrosciante da fare temere il più abile degli autisti. Anche in questa città Gesina ha lasciato il segno. La sua potente testimonianza condita di umiltà ha toccato il cuore di tutti. Ha parlato del centro, di come è nato, di come Dio abbia guidato le cose e di come sta operando potentemente in Albania. Il suo grande sorriso contagioso era in forte contrasto con le parole di sofferenza e prova, ma anche di liberazione riguardo i tanti bambini e ragazzi e disabili che sono “casualmente” arrivati al centro. Il Signore certamente ama l’Albania come dice il nome del centro! Oltre a fare riflettere sulla disabilità, l’incontro ha comunicato il bisogno di essere fedeli e coraggiosi nell’opera del Signore. Allora vedremo i frutti di gioia e speranza che ha riservato ai Suoi.
    La terza tappa è stata Milano alla chiesa Evangelica Ministero Sabaoth durante il culto frequentato da centinaia di persone. E’ stata una visita guidata dallo Spirito Santo, infatti in principio Gesina aveva uno spazio di alcuni minuti a disposizione fra i canti di lode al Signore e la predicazione del pastore (che ringrazio per la disponibilità), ma poi il suo intervento si e’ protratto molto più a lungo davanti a una chiesa gremita non solo dagli abituali fratelli, totalmente in silenzio e concentrata ad ascoltare Gesina. Il suo intervento ha portato subito frutti in denaro, raccogliendo una buona offerta per il suo centro (ringrazio Dio per la generosità dei miei fratelli), ma anche nel sensibilizzare e far conoscere il mondo dei disabili e le attività di JAF Italia alla chiesa.
    Da Milano si è spostata a Torino nella chiesa di Betania via Sansovino. Dopo alcuni problemi tecnici sono riusciti a proiettare il DVD del viaggio effettuato nel mese di maggio al centro Maricaj in Albania ed è stato molto toccante. Qui ha raccontato la sua testimonianza, di come il Signore l’abbia usata in un modo stupendo per evangelizzare il popolo albanese. Nella Chiesa di Via Negarville giovedì 26 ottobre Gesina è tornata dopo nove anni . E’ stata una serata benedetta dal Signore. Tutti erano talmente emozionati e contenti di questo straordinario lavoro che in molti hanno ancora chiacchierato a lungo con lei, sempre disponibile e instancabile. La loro preghiera è che il Signore continui a benedirla in ogni aspetto della sua vita e del suo lavoro. Anche La chiesa di Via Latina ha avuto il piacere di ospitarla. I fratelli di questa chiesa hanno mostrato interesse ed entusiasmo perché come dice la sorella Franca, “non ci si stanca mai di ascoltare Gesina” perché Gesù ha completamente trasformato la sua vita e lei vive completamente per il Suo Maestro e per il Regno di Dio. Veramente Gesina ha sperimentato nella sua vita le parole di Gesù: …”CHI CREDE IN ME FIUMI DI ACQUA VIVA SGORGHERANNO DAL SUO SENO”.

    Un Grazie dal Marocco da Joni...

    Attraverso la sorella, che vive e lavora a Torino, abbiamo potuto inviare a Fatna una carrozzina insieme ad un Nuovo Testamento in arabo. Fatna, che ha 40 anni e abita a Rabat, non può più camminare. Grazie alla sua “nuova” sedia a rotelle ora ha ritrovato la mobilità. Attraverso questa foto invia il suo ringraziamento a “Joni and Friends Italia”

    Hai trovato gioia ai miei occhi

    Ormai tutti dovremmo conoscere Rosetta, la ragazza tetraplegica che è ricoverata già da tre anni e mezzo al CRF di Torino. Tutti noi insieme a voi abbiamo pregato e preghiamo, che lei possa conoscere personalmente il Signore. Ma come dice l’Ecclesiaste per ogni cosa c’è un tempo fissato da Dio. Ed è arrivato anche il tempo di presentarvi un bisogno indispensabile per Lei. L’ultima volta che l’abbiamo visitata era sdraiata a letto faccia in giù e non ne poteva più delle piaghe che aveva sul corpo, perché la sua sedia a rotelle era rotta. Altre volte è seduta su una sedia, aspettando che qualcuno la porti nel soggiorno, l’unico luogo dove può andare. La sua vita in CRF è camera, soggiorno e cortile (quando c’è bello). Tante volte l’abbiamo trovata che tremava dal freddo in cortile e nessuno che la portasse dentro. E tante volte... le lacrime scendevano, il cuore si spezzava, il nodo alla gola che non potevi dire nessuna parola. Pregando, il Signore ci ha messo nel cuore di comprarle una carrozzina elettrica nuova. Gesù non solo predicava e pregava per la gente, ma anche sfamava, guariva...Grazie a Dio per voi tutti fratelli e sorelle che vorrete aiutarla con un dono e continuando a pregare per lei.

    Cerchiamo attivamente singoli e chiese disposti a collaborare nella raccolta fondi organizzando bazar, concerti o altre iniziative.Contattateci e saremo lieti di spiegarvi, aiutarvi e collaborare in questo.


    Testimonianze

    FINALMENTE!
    ...è Arrivato un ufficio per l’associazione.
    Dopo anni di preghiera e ricerca il Signore ci ha donato un ufficio a Torino in via Sansovino, 247/27, presso i locali della chiesa Chiesa Evangelica che ringraziamo.
    Finalmente avremo un luogo dove ricevere visite, organizzare le spedizioni, preparare la corrispondenza, tenere un archivio.
    Può sembrare poco, ma vi assicuriamo che distribuire documenti, archivi e magazzino nelle diverse case era veramente un problema.
    Ora si tratta “solo” di ristrutturarlo e fare il trasloco. Di seguito trovate l’elenco delle spese previste per risistemare il locale in modo da renderlo accessibile. Inutile dire che saremo veramente grati a chiunque vorrà aiutarci finanziariamente, praticamente e in preghiera.

    BUDGET SPESE RISTRUTTURAZIONE NUOVO UFFICIO JONI AND FRIENDS ITALIA

    ? Impianto elettrico e telefonico
    ? Rivestimento pareti in cartongesso
    ? Ribassamento soffitto
    ? Plafoniere
    ? Pavimentazione
    ? Lavori di sistemazione porta di ingresso (fabbro)
    ? Stufa elettrica
    ? Cassetta posta

    Si prevede una spesa di circa euro 2.000
    Che comprende solo il materiale. La manodopera sarà eseguita gratuitamente da fratelli volontari.


    “IO VOLO”
    Mi chiamo Michele, sono nato a Berno (Brescia) e ho 31 anni. Sono originario dell’ Aprica, Prov. Sondrio ma per motivi di studio e lavoro mi sono trasferito a Milano, dove sono ospite di una comunità alloggio per disabili.
    Vorrei provare a parlare di me, della mia esperienza con Dio. All’inizio, il mio rapporto con Dio era molto complicato perché Gli attribuivo la colpa di tutti i miei problemi, soprattutto il fatto di essere su di una carrozzina. I miei genitori mi avevano fatto capire che non dovevo prendermela con Colui che mi aveva dato la vita e allora, con l’aiuto della nonna, ho iniziato a cercare Dio e a capire un poco di più. Ho scoperto come Dio sia molto più vicino all’uomo di quanto noi pensiamo. Durante il periodo della scuola elementare, come tutti gli altri bambini, ho iniziato a frequentare le lezioni di catechismo e lì ho cominciato a notare la differenza tra quello che pensano gli uomini e ciò che Dio dice. Essi pensano di poter testimoniare su di Lui, sanno come sia venuto sulla terra a morire per la loro salvezza, ne parlano, insegnano però non Lo conoscono. Io, quando li ascoltavo, ridevo dentro di me, perché vedevo che mentre loro parlavano di Gesù, Lui era lì ad aspettare che si accorgessero della Sua presenza e del Suo amore. Ovviamente, non lo dicevo a nessuno perché mi avrebbero preso per pazzo a causa della loro mentalità religiosa. Cominciai a leggere la Bibbia, ma la mia sete non riusciva ad essere soddisfatta perché avevo tante domande da fare a Dio. Prima di tutto volevo sapere perché mi trovavo su di una sedia a rotelle. Perché Dio mi aveva fatto cosi? Perché mi avevano messo in una situazione così difficile? Perché mi trovavo in una condizione che non desideravo? Ero molto turbato. Mi turbava anche il fatto di vedere delle persone che si definivano cristiane, ma che non agivano secondo la Parola di Dio e questo mi dispiaceva. Il mio rapporto con Dio intanto cresceva nella misura in cui aumentava il mio desiderio di conoscerlo, ma le mie domande rimanevano ancora senza risposte. Io continuavo a chiedere il perché agli altri ma essi divagavano dicendomi: ”perché vedrai, lo capirai, imparerai” e quello e quell’altro. Il punto era che avrei dovuto accettare la mia condizione e basta, ma io non capivo, non capivo perché un Dio così buono e misericordioso, come loro stessi dicevano, non mi veniva incontro? Continuavo a cercare Dio, ero interessato a conoscerlo ma le persone al mio fianco non riuscivano a darmi delle risposte. Con il trasferimento a Milano, presso un istituto per disabili, ho cominciato a praticare il cattolicesimo e ad andare in chiesa, e lì, bene o male ho iniziato a leggere di più la Bibbia, almeno i pezzettini microscopici che ci facevano leggere, ma io non mi accontentavo e volevo
    conoscere la misericordia di Dio. La questione era che io cercavo la misericordia di Dio dagli altri e quello che osservavo in loro non mi piaceva per niente. Mi dicevano ”fai questo, fai quello e vedrai che Dio è contento” ma io vedevo che quelle stesse persone, che erano abituate ad andare in chiesa e pregare molto ma poi, fuori si comportavano in modo contrario alla parola di Dio. Le mie domande aumentavano e mi chiedevo: ”perché dicono una cosa e poi ne fanno un’altra?” e ancora ”così è questo voler bene a Dio, è questo pregare Dio?” Il fatto di vedere queste contraddizioni mi portò a chiudermi in me stesso. Ero amareggiato. Alcuni fingevano di voler bene a Dio ma in realtà non lo amavano, facevano le cose per abitudine e questo mi rattristava il cuore perché a me l’abitudine non piace. Vedevo che le loro azioni erano mosse soltanto da ”spirito religioso”. Si sentivano a posto con una bella celebrazione ma poi, fuori dalla chiesa, si comportavano in modo non conforme alla Parola di Dio. Sapevo che in qualche modo Dio mi dava ragione, anche se non lo avevo ancora incontrato personalmente e non avevo idea di come fosse. Quante discussioni, quanti dibattiti! Io spiegavo le mie ragioni ma mi veniva risposto: ”ma tu non capisci, ci sono cose che non conosci” Mi consideravano stupido o ignorante, ritenevano che io non potessi capire, in quanto disabile, ed anche per questo non mi davano gli strumenti per conoscere Dio. Si, mi dicevano di pregare ma quando lo facevamo insieme, sentivo, dal suono delle parole, che ci credevo più io di loro. Poi la svolta! Il culmine di ogni cosa! Dio si rivelò nella mia vita, mi mandò una persona che sapeva molto di più su Dio, che lo conosceva veramente e che mi portò in una chiesa dove tutti quanti lo conoscevano! Non sapevo da che parte iniziare a fare domande, volevo risposte, risposte, solo risposte e nient’altro. Non mi sentivo più come un disabile, ma come una persona, non mi sentivo più come un malato, un bisognoso, ma come una persona normale, mi sentivo nel posto giusto! Avevo finalmente trovato persone che mi insegnavano a pregare e a leggere la Bibbia ed ero contento di poter conoscere Dio e di capire che avevo solo bisogno di Lui. Ora le risposte me le da Dio e io mi sento bene. Mi ha tolto dalla routine e dall’abitudine di fare le cose tanto per farle e adesso so che ogni cosa ha una risposta e una motivazione. La mia motivazione è Gesù, è di vitale importanza ora, c’è Gesù che vale nella mia vita. Dio mi ha tolto dalla solitudine e dallo sconforto. Mi ha trovato degli amici che mi capiscono, mi aiuta, mi sostiene, mi dà forza, perché Lui c’è, io so che c’è, e mi da’ la forza per andare avanti, per dimostrare al mondo che nonostante tutto stare in carrozzina non e’ poi così male. Prima, quando gli altri mi guardavano, mostrando sentimenti di pietà e commiserazione, ero sempre triste, ora, quando mi guardano per strada ad essere tristi sono soltanto loro perché io adesso sono felice. Io sono la prova vivente che Dio non e’ convenzionale, che non segue degli schemi. Lui e’ come un artista, che progetta il suo disegno giorno per giorno, e a me piace essere un collaboratore di Dio, anche se per così poco!! Queste poche parole non rendono l’idea delle cose grandi che Dio ha fatto per me. ho dovuto riassumerle un po’. La cosa più importante che ho da dire e’ che io ho cercato Dio e alla fine l’ ho trovato. Ho trovato che Lui e’ vivo, e’ vero, e’ reale e anche se tu non lo vedi, Lui c’e’. Trovalo anche tu nella vita di tutti i giorni, quando vai a lavorare, trovalo dovunque tu vada. Lui vuole essere partecipe della tua vita non metterlo in un angolo come facevamo noi tutti .. prima non sapevamo .... ma ora sappiamo! Vivendo con Lui tutti i giorni ti stupirai nel vedere le cose grandi che ha fatto nel passato e che continua a fare nel presente per noi e per tutta l’umanità! In qualunque condizione si trovi la tua vita, devi sapere che la cosa di vitale importanza per te e’ il tuo intimo rapporto con Dio. Come ti senti dentro con Dio? Adesso immagino che tu mi dica: ”ma come faccio a trovare Dio?” Io ci ho messo 25 anni a trovarlo. Ma penso che non sia mai troppo tardi per cercarlo perché Lui e’ sempre vicino a te. Certo, a volte si fanno delle cose sbagliate, perché non si riflette, ma se mi succede, io chiedo scusa a Dio e poi riparto!! Non so perché Lui mi abbia chiamato e mi abbia scelto, me lo chiedo ogni mattina quando mi alzo, me lo sto chiedendo proprio adesso, mentre stai leggendo la mia esperienza, ma una cosa so di certo: che le domande che mi pongo ora sono diverse da quelle che mi facevo prima. Prima erano interrogativi pieni di angoscia perché non sapevo da che parte andare, adesso sono domande piene di speranza perché, nonostante tutto, so che Lui e’ sempre con me!! Questa e’ una testimonianza diversa dal solito, spero di essere stato chiaro, scusami, ma per me non e’ così facile parlare, e non sempre tutti mi ascoltano e ho fatto fatica, ma l’ ho fatto per Dio!
    Michele Della Moretta

    l’indirizzo del Blog di Miki:
    http://mikidmm1975.blogspot.com/


    Joni and Friends Italia
    Via Sansovino 243/27
    10151 TORINO
    TEL 339.7605826
    E-MAIL:
    info@jafitalia.org
    Web:
    www.jafitalia.org
    c/c postale n. 12880100

    Shalom amici e fratelli, come avete letto ho pubblicato con piacere la nuovissima news letter (cliccando qui potete scaricare la versione in pdf http://www.jafitalia.org/news.pdf) presto sara' pubbicata la nuova lettera di preghiere sempre di joni and friends

    p.s. dimenticavo!!!!! volevo ricordarvi che joni and friendsitalia onlus vive esclusivamente delle vostre donazioni e della quota annuale di iscrizione che per l'anno 2007 e' solamente di 10 euro!! invito pertanto tutti coloro che hanno a cuore questo ministero per i disabili o che sono sensibili alle problematiche dei disabili di chiedere subito il modulo di iscrizione telefonando in sede TEL 339.7605826 o inviando una e-mail a info@jafitalia.org , giobbe3787@yahoo.it e versare le 10 euro o quello che il cuore vi dice di donare al c/c postale n. 12880100

    grazie Dio vi benedira' grandemente!



    Wednesday, January 31, 2007

    Shalom amici e fratelli,


    Dopo tanta televisione piena di spazzatura, odio, ipocrisia, falsita' e tanta morte...

    finalmente, grazie a Dio, ho potuto assistere a 10 minuti di buona televisione dove si e' parlato di speranza e di voglia di vivere.

    Infatti circa ai primi di gennaio mi sono imbattuto in una rubrica del tg2 www.tg2.rai.it, in onda dopo il tg della sera di nome appunto 10 minuti, dove era ospite del conduttore e intervistatore Maurizio Martinelli (lo ringraziamo con tutto il cuore) colui che viene definito l'anti -Welby per eccellenza. Cioe' il dott. Mario Melazzini sposato, padre di 3 figli.
    Nato a Pavia nel 1958 e' presidente dell'AISLA. www.aisla.it medico chirurgo specializzato in oncologia. Si occupa anche di medicina del lavoro. Da circa due anni è affetto da SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) la stessa malattia di Welby (vedi post. del 22/12/06) ma nonostante cio' Mario continua a esercitare la sua professione di medico alla fondazione Salvatore Maugeri di Pavia

    Sostazialmente il dott. Mario nella sua intervista a 10minuti ha affermato che la morte non e' un diritto ma un fatto! e si e' lamentato della difficolta' in questa societa' di esprimere e valorizzare chi ama vivere la vita e in questa tv far sentire la voce di chi vuol gridare alla vita dando invece molto piu' spazio a scene e testimonianze di morte. Il dott. Mario ci confessa che all'inizio della sua malattia penso' anche lui di morire ma poi inizio' a leggere il libro di Giobbe (vedi post. del 13/11/06) e cambio idea.

    Gloria a Dio non posso che esser felice di cio' e ringrazio Dio e il dott. Mario Melazzini per questa nuova e altra preziosa testimonianza di come Dio non ci abbandona e puo' ridare la Vita.


    Per concludere desidero pubblicare questa altra intervista scovata nel web fonte Famiglia Cristiana

    Grazie Dio ci benedica



    EUTANASIA: LA TESTIMONIANZA DI MARIO MELAZZINI, ONCOLOGO, MALATO DI "SLA"


    LA VITA FINO IN FONDO


    La sclerosi laterale amiotrofica lo ha quasi paralizzato. Ma ancora lavora in ospedale e gode dell’affetto dei suoi. In passato ha avuto la tentazione di "farla finita". Ma poi ha letto il libro di Giobbe...


    Gli occhi sono lo specchio dell’anima, recita il detto. La biografia di un uomo traspare da questi due piccoli diamanti incastonati nel viso molto più che da mille parole. Varrebbe la pena per chiunque penetrare quelli azzurri di Mario Melazzini, primario oncologo, carisma da vendere, anzi da regalare a chiunque lo avvicina, biografia asciutta come il suo fisico, nonostante la sclerosi laterale amiotrofica, in gergo medico "Sla", che lo ha reso ormai quasi completamente paralizzato. Malattia tanto difficile nel nome e nella diagnosi quanto facile da pronosticare nell’esito, fatale in 4 o 5 anni di progressiva perdita del controllo di tutti i muscoli del corpo.
    Classe 1958, lineamenti decisi, un uomo ancora affascinante. Montanaro della Valtellina, come il padre, ma nato a Pavia, dove lavora e vive con la moglie Daniela, la "fortuna della mia vita", come ama definirla, conosciuta quando era giovanissimo, e sposata a 26 anni, i figli Federica, laureanda in Medicina, che ha seguito le orme del padre, Michele, 18 anni, un futuro da ingegnere, e Nicolò, di 12, occhioni scuri da cucciolo che scruta il mondo con la curiosità di chi ha ancora tutto da scoprire. Mario Melazzini risponde alle domande dalla posizione per lui meno faticosa, coricato dal letto di casa sua, che si permette dopo la faticosa mattinata in ospedale passata a seguire, in carrozzella, i pazienti in trattamento oncologico.


    1) Come era la sua vita prima di scoprire la malattia?


    «Mi sono laureato a 24 anni, poi subito il lavoro, guidato da autentici maestri di vita, oltre che clinici straordinari, come il professor Storti e altri, che hanno incanalato subito la mia vita professionale. Al lavoro mi sono dedicato anima e corpo non senza grandi soddisfazioni, come quando a 39 anni sono diventato primario. Per tutto questo mi considero un medico fortunatissimo».


    2) E poi che cosa è successo?


    «Avevo quasi 44 anni quando cominciai ad avere i primi problemi. Ormai eravamo avviati anche come famiglia, avevamo comprato la casa, con sacrifici, erano nati i nostri figli. Fisicamente stavo bene, facevo molto sport. All’improvviso cominciai stranamente a trascinare la gamba sinistra, ma passò qualche mese perché mi mettessi a fare i primi esami. Noi medici di fronte ai nostri mali o ci facciamo subito "accanimento diagnostico" o rimandiamo "sine die" il problema. Due modi diversi di vivere la paura. Ci sono voluti molti mesi per arrivare alla diagnosi esatta: il medico, prima di fartela, vuole la massima certezza, perché esistono molte malattie che presentano sintomi analoghi ma che, a differenza della mia, sono curabili. Nonostante la già conclamata parziale inabilità, ricordo che la mia vita è davvero cambiata quando andai a Padova dal professor Angelini, che mi disse: "Caro Melazzini, lei ha la Sla". Ero con Daniela e Ron, il cantante, il mio amico fraterno di sempre. In quel momento compresi che dovevo fare i conti seriamente con la mia malattia».

    3) Quali furono le sue reazioni?


    «Mi buttai nel lavoro, in forma quasi patologica, credo per rimuovere il male. Soprattutto rifiutai i miei cari, mia moglie in primis, ma anche gli amici. L’unico che con dolce violenza discreta non mi ha lasciato andare è stato Ron. Poi mi sono attaccato a un mio carissimo amico padre Silvano Fausti, con il quale mi sono aperto nella mia disperazione».

    4) Quanto ha inciso la sua fede in questa vicenda?


    «Sono stato sempre credente, fin dai tempi dell’oratorio. Anche nella mia vita in ospedale non mi sono mai negato i miei 15 minuti di preghiera, anche solo per sedermi e pensare alla giornata. Penso onestamente di non saper pregare né capisco molto di Sacra Scrittura. Ma questo importava poco a Silvano, che mi ha accompagnato semplicemente ascoltandomi. Non mi ha mai dato consigli. Ero molto arrabbiato, rifiutavo di essere prigioniero di un corpo che non mi apparteneva più. Ho pensato al suicidio assistito».

    5) Eutanasia?


    «Non proprio. Ho contattato una clinica svizzera che, fatti i dovuti accertamenti, ti ricovera e ti procura il "farmaco", che tu poi ti somministri. È un suicidio, insomma. Il protocollo è rigido, da chi ti accompagna a chi ritira il cadavere. Uno squallore. Silvano mi consigliò di prendermi del tempo, di andare a Livigno, in montagna. Mi affidò la sua Bibbia e mi disse di leggere il libro di Giobbe. La cosa che ho capito di quel racconto è che Giobbe alla fine aveva compreso l’essenza dell’esistere, che cioè vale la pena di vivere la vita fino in fondo, nonostante tutto. Lì accettai per la prima volta la carrozzina e l’aiuto degli altri».


    6) Che cosa le ha insegnato la sofferenza nella sua vita?


    «Una malattia come questa, come tante altre di tipo invalidante, è solo tua perché è dentro di te, ma in realtà grava su tutta la famiglia. Esiste certo la dimensione, terribile, della solitudine. Ma piano piano scopri che, ad esempio, l’aver bisogno delle persone ti dimostra che esisti, che nonostante tutto è bello vivere. Certo non è facile questo cammino di esodo dalla propria solitudine, ma può essere favorito da un corretto percorso di malattia condiviso con il medico in modo chiaro lungo il decorso, per prendere decisioni comuni e personalizzate, fino alla morte. Se sarà così, non si parlerà più di accanimento terapeutico e non ci saranno più richieste di eutanasia».

    7) Ha paura della morte?


    «No, non credo. Sento che la vita non finisce qui. La morte, nonostante tutto, credente o non credente, è un passaggio».


    L’ultima scena della nostra intervista ha per protagonista il ciuffo ribelle di Mario, che con ostentazione scende vanitoso e impertinente sulla sua faccia, quasi a ricordare a tutti che, nonostante tutto, è ancora un bell’uomo. Soccorre amorevole Daniela, che richiama all’ordine l’insubordinato ricollocandolo con delicatezza al suo posto, con uno degli infiniti gesti d’amore quotidiano che parlano, anche loro, come gli occhi di Mario Melazzini, più di mille parole.

    Saturday, January 27, 2007







    Shalom amici e fratelli,
    circa 2 sabati fa' sono stato stato alla fondazione Castellini di Melegnano www.fondazionecastellini.it a ritirare alcune anzi molte carozzine e pezzi di ricambio con Cristian Lincetti, un fratello della chiesa bethel di Milano che ha messo a disposizione il suo camion.

    Dovete sapere che era piu' di un mese che mi prodigavo alla ricerca di un furgone per andare appunto a Melegnano ma niente da fare per un motivo o l'altro non si trovava un furgone cosi' cominciavo un po' a disperarmi.... ma all'improvviso sul piu' bello pensai di contattare Cristian un fratello della bethel, avevo sentito che lavorava per una ditta di trasporti cosi' lo contattai e ci accordammo subito per il sabato stesso .

    Cristian arrivo' con il suo camion un mostro di 90 quintali mi sembro' subito una cosa esagerata ma gloria a Dio non fu' cosi' dato che grazie alla disponibilita' e alla gentilezza della fondazione riempimmo il camion di carozzine e materiale utile per i ricambi che portammo a Monza dal fratello e socio jaf Ambrogio il quale si adopera alla pulitura e riparazioni delle carozzine che invieremo questa estate alla fondazione Gesu' ama l'Albania di Marikaj .
    In questa giornata ho imparato che Dio e' fedele, che nel momento dello scoraggiamento Gesu' interviene sempre e che per ogni piccola cosa che si voglia organizzare bisogna prima consultare e chiedere la volonta' del Signore che ha sottomano ogni situazione, infatti il furgone non sarebbe bastato.
    infine ringrazio con tutto il cuore a nome dei ragazzi Albanesi Cristian per aver messo a disposizione il suo camion e una giornata di lavoro, la fondazione di Melegnano e i ragazzi del magazzino riparazioni per la loro disponibilita' e simpatia, Ambrogio per la passione che ci mette nel riparare e pulire queste carozzine.
    Sono certo che avremo altre occasioni di collaborare insieme per questi ragazzi e per tutti coloro che ne avessero bisogno.
    grazie Dio vi benedica

    Tuesday, January 16, 2007


    ciao a tutti

    grazie davide per l'invito

    che DIO TI BENEDICA GRANDEMENTE

    Con il tuo esmpio Mi aiuti a perseverare nelle VIE DEL SIGNORE

    GRAZIE MICHELE

    Monday, January 08, 2007

    Shalom amici e fratelli,
    Dopo l'opportuna traduzione di Francesco (socio jafitalia di Parma) pubblichiamo la lettera di auguri inviateci da Joni Earekson Tada (leggi la sua testimonianza nel post del 13/10/06)

    Buon anno!
    A un certo punto, il pomeriggio del primo giorno dell'anno, guradando fuori dalla finestra della nostra camera da letto con vista sulla baia, mi sono ritrovata a contemplare l'anno che arrivava e tutte le sue incredibili opportunità. Sì, sono sulle spine per il prossimo trasferimento di Joni and Friends nel nuovo Centro Internazionale per la Disabilità, e sì, ci saranno persone che arriveranno per i Ritiri e team di Wheels for the World che partiranno, ma io pensavo ad un diverso tipo di "opportunità": ad una personale. Come te, voglio che il Signore mi faccia fare un salto di qualità nel 2007 -- Voglio che la mia fede cresca, che la mia ubbidienza sia più veloce, che la mia gioia in Lui sia più evidente. Per questo mi sono presa l'impegno di imparare a memoria questa breve citazione che un amico mi ha mandato durante le feste. E' di William Law, uno scrittore cristiano del '600:
    "Ricevi ogni prova interna ed esterna, ogni delusione, dolore, disagio,
    tentazione, oscurità e desolazione con entrambi le mani, come una vera
    opportunità ed occasione benedetta di morire a tè stesso e di entrare in una
    comunione più piena con il tuo umile e sofferente Salvatore. Non vedere
    alcuna prova interna od esterna in nessun altro modo. Rigetta ogni altro
    pensiero al riguardo. Ed ogni tipo di prova e fatica diventerà il giorno
    benedetto della tua prosperità. Questo è lo stato migiliore, quello in cui
    si esercita la massima fede, e la piena resa a Dio."



    Dato che nel 2007 saranno 40 anni che sono sulla mia sedia a rotelle, sono abbastanza realistica da sapere che avrò davanti delle sfide. Per questo le parole di William Law mi sono utili, e spero lo siano oggi anche per te. Sono certa che vorrai unirti a Ken e a me nel ricevere dal Signore tutte le cose con mani aperte, i palmi in su. Dopotutto, le compassioni di Dio si rinnovano ogni mattina e grande sarà la Sua fedeltà nei mesi a venire. E' lo stesso messaggio che condividerò con le persone disabili per tutto l'anno -- e sono onorata di lavorare di fianco a te attraverso Joni and Friends.
    Avanti e in alto!
    Joni

    Saturday, December 30, 2006

    LA TESTIMONIANZA DI ALESSANDRA
    Shalom amici e fratelli,
    Quale occasione migliore come primo post dell'anno se non quella di pubblicare una buona notizia?
    ringraziamo l'associazione buone notizie http://www.sordi-buonenotizie.it per la segnalazione.
    Buona lettura.

    Il mio nome è Alessandra, ho 30 anni, e desidero raccontarvi quello che il Signore ha fatto nella mia vita. Prima di conoscere il Signore avevo un grande vuoto nel mio cuore, perché sentivo che la mia vita era senza uno scopo. Cercavo di fuggire da questa sensazione di vuoto, cercando di riempirlo andando in discoteca o ascoltando molta musica con il mio fidanzato, ma non ci sono mai riuscita, e mi domandavo: “perché non sono felice?”- Voglio sottolineare che ero una ragazza normale, stavo bene fisicamente, avevo una buona famiglia, molti amici, una buona educazione, una “religione”, eppure sentivo un grande vuoto che cercavo inutilmente di soddisfare con le mie forze, attaccandomi alle piccole cose quotidiane e fondando la mia vita sugli altri e non su Dio che io credevo fosse molto lontano, come un semplice ideale. Ma mi sbagliavo, mi sbagliavo molto sul Signore, perché non capivo che proprio il Suo Amore avrebbe sanato tutte le ferite del mio cuore. I suoi occhi erano su di me per proteggermi, e il suo Spirito mi aveva già preparato per la Sua Gloria. Un giorno, in un modo inaspettato, Egli si fece conoscere da me e il Suo Amore entrò nella mia vita dolcemente, conquistandomi completamente. Accettai il Suo Evangelo, e tutti i miei perché, il mio vuoto, le mie paure mi lasciarono. L’amore di Dio venne nel mio cuore e diventò in me un grande amore verso di Lui; fui riempita di un nuovo entusiasmo e di vera gioia. Mi sentii nata di nuovo, leggera come un uccellino pronto a volare, e soprattutto il mio cuore fu riempito dallo Spirito Santo, e ogni disagio e incertezza sparirono. Da allora il Signore mi ha curata come un buon Padre, mi ha sempre consolata e mi ha assistito in tutti i problemi che ho affrontato. Gesù non mi ha mai lasciata, nemmeno per un istante, ed ora, se scrivo questa testimonianza, è per onorare il suo Amore che Lui ha avuto verso di me. Oggi voglio dare onore al Signore donando a Voi questa testimonianza affinché possiate apprezzare e riconoscere che Gesù Cristo è Vivente, ed è sempre lo stesso e non cambia mai, e affinché possiate avere piena fiducia in Lui. Nel corso del 2001 cominciai a stare male con una febbre leggera continua ed un lieve dolore intercostale. Feci una radiografia al torace. Ricordo il giorno che portai l’esito al mio medico che appena vide la radiografia cambiò l’espressione del suo viso. Non mi disse molto, ma mi prescrisse una visita pneumologica. Qui cominciò la mia sofferenza. Andai in ospedale e feci la visita pneumologica, poi fui sottoposta dai medici ad un ecocardiogramma per cercare di capire che tipo di malattia avevo. Cominciai a capire che qualcosa di grave stava accadendo, ma sentivo dentro di me una divina serenità e piena fiducia nel Signore, il quale mi consolava con la sua Parola scritta nella lettera di Paolo Apostolo ai Romani, capitolo 8:28: “Ora noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio”. Fui ricoverata nel reparto di pneumologia, dove fui sottoposta ad altri accertamenti, come la TAC, biopsia e analisi del sangue. Un mattino venne a trovarmi un caro servo del Signore per pregare per me. Lui mi disse: “non ti spaventare se ti dicono che hai un tumore”. Quelle parole mi turbarono, ma subito sentii nel cuore una grande tranquillità e piena fiducia in Dio. Anche il mio Pastore venne a trovarmi in ospedale per pregare per me, e ringrazio Dio perché sentivo nel mio cuore una grande forza e la Sua divina protezione. Desidero sottolineare che non è facile accettare la malattia e la morte, ma il Signore mise in me la certezza che Lui non mi avrebbe mai abbandonata. Uscii dall’ospedale perché l’esito degli esami veniva dato dopo alcuni giorni. Qualche giorno dopo conobbi la diagnosi del mio male: linfoma maligno (tumore maligno). Ricordo che non volevo credere né accettare i risultati degli esami, anche se umanamente è impossibile non credere al risultato di un esame clinico, ma grazie a Dio, la mia fede stava aumentando. Fui ricoverata presso l’Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei Tumori di Milano dove fui sottoposta ad accertamenti di cui alcuni molto dolorosi. Ho vissuto dei momenti molto brutti ma la mia preghiera saliva come un grido davanti a Dio e anche la Chiesa pregava per me. Come tanti altri fratelli e sorelle in Cristo, anch’io sono passata attraverso una prova di fuoco, come nel giorno in cui fui sottoposta alla terribile biopsia midollare, o come quando dovetti telefonare a casa per dire alla mia famiglia che dovevo restare a Milano per effettuare le cure. Un mattino mi accorsi che il braccio sinistro era gonfio ed aveva uno strano colore, ma non mi preoccupai e non dissi nulla nemmeno ai medici. Solo nel pomeriggio raccontai tutto a mia sorella e a mia madre che cercarono subito l’intervento di un medico. I medici pensavano che il problema al braccio si sarebbe risolto con la chemioterapia che mi fecero subito, invece, oltre al gonfiore si aggiunse pure un forte arrossamento che stava salendo verso il collo. Seppi che si trattava di una grave forma di trombosi. Anche in quella occasione gridai al Signore e poi telefonai al Pastore della mia Chiesa. Il Pastore pregò subito per me e mi confortò con la sua fede. Oggi posso testimoniare che in quel giorno il Signore mise la sua mano su quel male ed esso sparì! Alleluia! Da allora, molte difficoltà ho attraversato, ma il Signore è stato sempre al mio fianco e mi ha liberata da ogni spavento. Egli mi ha guarita completamente e gli esami che periodicamente faccio sono negativi. Il Signore mi ha fatto uscire dal tunnel della morte affinché io testimoniassi la Sua Potenza che non è mai cambiata. Ho compreso che non devo nascondere nulla di tutto questo, perché la vera felicità è sapere che il Signore è al tuo fianco e ti libera da ogni male. Da giovane ero insoddisfatta, ora sono felice, felice e appagata dall’Amore di Dio e dalla Sua Amicizia. Cari Amici, sappiate che a Dio tutto è possibile. E a coloro che ancora non conoscono il grande Amore di Gesù, dico: affidate la vostra vita nelle Sue mani e accettatelo nel vostro cuore come unico e personale Salvatore.
    Dio Vi benedica.