Il mio nome è Alessandra, ho 30 anni, e desidero raccontarvi quello che il Signore ha fatto nella mia vita. Prima di conoscere il Signore avevo un grande vuoto nel mio cuore, perché sentivo che la mia vita era senza uno scopo. Cercavo di fuggire da questa sensazione di vuoto, cercando di riempirlo andando in discoteca o ascoltando molta musica con il mio fidanzato, ma non ci sono mai riuscita, e mi domandavo: “perché non sono felice?”- Voglio sottolineare che ero una ragazza normale, stavo bene fisicamente, avevo una buona famiglia, molti amici, una buona educazione, una “religione”, eppure sentivo un grande vuoto che cercavo inutilmente di soddisfare con le mie forze, attaccandomi alle piccole cose quotidiane e fondando la mia vita sugli altri e non su Dio che io credevo fosse molto lontano, come un semplice ideale. Ma mi sbagliavo, mi sbagliavo molto sul Signore, perché non capivo che proprio il Suo Amore avrebbe sanato tutte le ferite del mio cuore. I suoi occhi erano su di me per proteggermi, e il suo Spirito mi aveva già preparato per la Sua Gloria. Un giorno, in un modo inaspettato, Egli si fece conoscere da me e il Suo Amore entrò nella mia vita dolcemente, conquistandomi completamente. Accettai il Suo Evangelo, e tutti i miei perché, il mio vuoto, le mie paure mi lasciarono. L’amore di Dio venne nel mio cuore e diventò in me un grande amore verso di Lui; fui riempita di un nuovo entusiasmo e di vera gioia. Mi sentii nata di nuovo, leggera come un uccellino pronto a volare, e soprattutto il mio cuore fu riempito dallo Spirito Santo, e ogni disagio e incertezza sparirono. Da allora il Signore mi ha curata come un buon Padre, mi ha sempre consolata e mi ha assistito in tutti i problemi che ho affrontato. Gesù non mi ha mai lasciata, nemmeno per un istante, ed ora, se scrivo questa testimonianza, è per onorare il suo Amore che Lui ha avuto verso di me. Oggi voglio dare onore al Signore donando a Voi questa testimonianza affinché possiate apprezzare e riconoscere che Gesù Cristo è Vivente, ed è sempre lo stesso e non cambia mai, e affinché possiate avere piena fiducia in Lui. Nel corso del 2001 cominciai a stare male con una febbre leggera continua ed un lieve dolore intercostale. Feci una radiografia al torace. Ricordo il giorno che portai l’esito al mio medico che appena vide la radiografia cambiò l’espressione del suo viso. Non mi disse molto, ma mi prescrisse una visita pneumologica. Qui cominciò la mia sofferenza. Andai in ospedale e feci la visita pneumologica, poi fui sottoposta dai medici ad un ecocardiogramma per cercare di capire che tipo di malattia avevo. Cominciai a capire che qualcosa di grave stava accadendo, ma sentivo dentro di me una divina serenità e piena fiducia nel Signore, il quale mi consolava con la sua Parola scritta nella lettera di Paolo Apostolo ai Romani, capitolo 8:28: “Ora noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio”. Fui ricoverata nel reparto di pneumologia, dove fui sottoposta ad altri accertamenti, come la TAC, biopsia e analisi del sangue. Un mattino venne a trovarmi un caro servo del Signore per pregare per me. Lui mi disse: “non ti spaventare se ti dicono che hai un tumore”. Quelle parole mi turbarono, ma subito sentii nel cuore una grande tranquillità e piena fiducia in Dio. Anche il mio Pastore venne a trovarmi in ospedale per pregare per me, e ringrazio Dio perché sentivo nel mio cuore una grande forza e la Sua divina protezione. Desidero sottolineare che non è facile accettare la malattia e la morte, ma il Signore mise in me la certezza che Lui non mi avrebbe mai abbandonata. Uscii dall’ospedale perché l’esito degli esami veniva dato dopo alcuni giorni. Qualche giorno dopo conobbi la diagnosi del mio male: linfoma maligno (tumore maligno). Ricordo che non volevo credere né accettare i risultati degli esami, anche se umanamente è impossibile non credere al risultato di un esame clinico, ma grazie a Dio, la mia fede stava aumentando. Fui ricoverata presso l’Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei Tumori di Milano dove fui sottoposta ad accertamenti di cui alcuni molto dolorosi. Ho vissuto dei momenti molto brutti ma la mia preghiera saliva come un grido davanti a Dio e anche la Chiesa pregava per me. Come tanti altri fratelli e sorelle in Cristo, anch’io sono passata attraverso una prova di fuoco, come nel giorno in cui fui sottoposta alla terribile biopsia midollare, o come quando dovetti telefonare a casa per dire alla mia famiglia che dovevo restare a Milano per effettuare le cure. Un mattino mi accorsi che il braccio sinistro era gonfio ed aveva uno strano colore, ma non mi preoccupai e non dissi nulla nemmeno ai medici. Solo nel pomeriggio raccontai tutto a mia sorella e a mia madre che cercarono subito l’intervento di un medico. I medici pensavano che il problema al braccio si sarebbe risolto con la chemioterapia che mi fecero subito, invece, oltre al gonfiore si aggiunse pure un forte arrossamento che stava salendo verso il collo. Seppi che si trattava di una grave forma di trombosi. Anche in quella occasione gridai al Signore e poi telefonai al Pastore della mia Chiesa. Il Pastore pregò subito per me e mi confortò con la sua fede. Oggi posso testimoniare che in quel giorno il Signore mise la sua mano su quel male ed esso sparì! Alleluia! Da allora, molte difficoltà ho attraversato, ma il Signore è stato sempre al mio fianco e mi ha liberata da ogni spavento. Egli mi ha guarita completamente e gli esami che periodicamente faccio sono negativi. Il Signore mi ha fatto uscire dal tunnel della morte affinché io testimoniassi la Sua Potenza che non è mai cambiata. Ho compreso che non devo nascondere nulla di tutto questo, perché la vera felicità è sapere che il Signore è al tuo fianco e ti libera da ogni male. Da giovane ero insoddisfatta, ora sono felice, felice e appagata dall’Amore di Dio e dalla Sua Amicizia. Cari Amici, sappiate che a Dio tutto è possibile. E a coloro che ancora non conoscono il grande Amore di Gesù, dico: affidate la vostra vita nelle Sue mani e accettatelo nel vostro cuore come unico e personale Salvatore.
Saturday, December 30, 2006
Il mio nome è Alessandra, ho 30 anni, e desidero raccontarvi quello che il Signore ha fatto nella mia vita. Prima di conoscere il Signore avevo un grande vuoto nel mio cuore, perché sentivo che la mia vita era senza uno scopo. Cercavo di fuggire da questa sensazione di vuoto, cercando di riempirlo andando in discoteca o ascoltando molta musica con il mio fidanzato, ma non ci sono mai riuscita, e mi domandavo: “perché non sono felice?”- Voglio sottolineare che ero una ragazza normale, stavo bene fisicamente, avevo una buona famiglia, molti amici, una buona educazione, una “religione”, eppure sentivo un grande vuoto che cercavo inutilmente di soddisfare con le mie forze, attaccandomi alle piccole cose quotidiane e fondando la mia vita sugli altri e non su Dio che io credevo fosse molto lontano, come un semplice ideale. Ma mi sbagliavo, mi sbagliavo molto sul Signore, perché non capivo che proprio il Suo Amore avrebbe sanato tutte le ferite del mio cuore. I suoi occhi erano su di me per proteggermi, e il suo Spirito mi aveva già preparato per la Sua Gloria. Un giorno, in un modo inaspettato, Egli si fece conoscere da me e il Suo Amore entrò nella mia vita dolcemente, conquistandomi completamente. Accettai il Suo Evangelo, e tutti i miei perché, il mio vuoto, le mie paure mi lasciarono. L’amore di Dio venne nel mio cuore e diventò in me un grande amore verso di Lui; fui riempita di un nuovo entusiasmo e di vera gioia. Mi sentii nata di nuovo, leggera come un uccellino pronto a volare, e soprattutto il mio cuore fu riempito dallo Spirito Santo, e ogni disagio e incertezza sparirono. Da allora il Signore mi ha curata come un buon Padre, mi ha sempre consolata e mi ha assistito in tutti i problemi che ho affrontato. Gesù non mi ha mai lasciata, nemmeno per un istante, ed ora, se scrivo questa testimonianza, è per onorare il suo Amore che Lui ha avuto verso di me. Oggi voglio dare onore al Signore donando a Voi questa testimonianza affinché possiate apprezzare e riconoscere che Gesù Cristo è Vivente, ed è sempre lo stesso e non cambia mai, e affinché possiate avere piena fiducia in Lui. Nel corso del 2001 cominciai a stare male con una febbre leggera continua ed un lieve dolore intercostale. Feci una radiografia al torace. Ricordo il giorno che portai l’esito al mio medico che appena vide la radiografia cambiò l’espressione del suo viso. Non mi disse molto, ma mi prescrisse una visita pneumologica. Qui cominciò la mia sofferenza. Andai in ospedale e feci la visita pneumologica, poi fui sottoposta dai medici ad un ecocardiogramma per cercare di capire che tipo di malattia avevo. Cominciai a capire che qualcosa di grave stava accadendo, ma sentivo dentro di me una divina serenità e piena fiducia nel Signore, il quale mi consolava con la sua Parola scritta nella lettera di Paolo Apostolo ai Romani, capitolo 8:28: “Ora noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio”. Fui ricoverata nel reparto di pneumologia, dove fui sottoposta ad altri accertamenti, come la TAC, biopsia e analisi del sangue. Un mattino venne a trovarmi un caro servo del Signore per pregare per me. Lui mi disse: “non ti spaventare se ti dicono che hai un tumore”. Quelle parole mi turbarono, ma subito sentii nel cuore una grande tranquillità e piena fiducia in Dio. Anche il mio Pastore venne a trovarmi in ospedale per pregare per me, e ringrazio Dio perché sentivo nel mio cuore una grande forza e la Sua divina protezione. Desidero sottolineare che non è facile accettare la malattia e la morte, ma il Signore mise in me la certezza che Lui non mi avrebbe mai abbandonata. Uscii dall’ospedale perché l’esito degli esami veniva dato dopo alcuni giorni. Qualche giorno dopo conobbi la diagnosi del mio male: linfoma maligno (tumore maligno). Ricordo che non volevo credere né accettare i risultati degli esami, anche se umanamente è impossibile non credere al risultato di un esame clinico, ma grazie a Dio, la mia fede stava aumentando. Fui ricoverata presso l’Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei Tumori di Milano dove fui sottoposta ad accertamenti di cui alcuni molto dolorosi. Ho vissuto dei momenti molto brutti ma la mia preghiera saliva come un grido davanti a Dio e anche la Chiesa pregava per me. Come tanti altri fratelli e sorelle in Cristo, anch’io sono passata attraverso una prova di fuoco, come nel giorno in cui fui sottoposta alla terribile biopsia midollare, o come quando dovetti telefonare a casa per dire alla mia famiglia che dovevo restare a Milano per effettuare le cure. Un mattino mi accorsi che il braccio sinistro era gonfio ed aveva uno strano colore, ma non mi preoccupai e non dissi nulla nemmeno ai medici. Solo nel pomeriggio raccontai tutto a mia sorella e a mia madre che cercarono subito l’intervento di un medico. I medici pensavano che il problema al braccio si sarebbe risolto con la chemioterapia che mi fecero subito, invece, oltre al gonfiore si aggiunse pure un forte arrossamento che stava salendo verso il collo. Seppi che si trattava di una grave forma di trombosi. Anche in quella occasione gridai al Signore e poi telefonai al Pastore della mia Chiesa. Il Pastore pregò subito per me e mi confortò con la sua fede. Oggi posso testimoniare che in quel giorno il Signore mise la sua mano su quel male ed esso sparì! Alleluia! Da allora, molte difficoltà ho attraversato, ma il Signore è stato sempre al mio fianco e mi ha liberata da ogni spavento. Egli mi ha guarita completamente e gli esami che periodicamente faccio sono negativi. Il Signore mi ha fatto uscire dal tunnel della morte affinché io testimoniassi la Sua Potenza che non è mai cambiata. Ho compreso che non devo nascondere nulla di tutto questo, perché la vera felicità è sapere che il Signore è al tuo fianco e ti libera da ogni male. Da giovane ero insoddisfatta, ora sono felice, felice e appagata dall’Amore di Dio e dalla Sua Amicizia. Cari Amici, sappiate che a Dio tutto è possibile. E a coloro che ancora non conoscono il grande Amore di Gesù, dico: affidate la vostra vita nelle Sue mani e accettatelo nel vostro cuore come unico e personale Salvatore.
Friday, December 29, 2006

Auguri a tutti i miei fratelli in Cristo, amici, parenti, conoscenti, compagni,
che magari hanno chiesto a Dio un fiore, e Dio li diede un cactus
hanno chiesto una farfalla e hanno ricevuto un brucco...
Tutte le promesse passano per la prova del tempo.
Le spine d'oggi possono essere i fiori di domani...
Auguri e 1000 benedizioni....
L’11 settembre 2003 Salvatore Crisafulli, il mio adorato fratello
maggiore, trentottenne e padre di quattro figli, sta recandosi in Vespa al
lavoro all’ASL di Catania con il figlioletto tredicenne, quando si scontra
frontalmente con un motofurgone. L’impatto è violentissimo e contrariamente al
figlio, Salvatore riporta un trauma molto severo con riscontro di gravi lesioni
cerebrali e un coma di quarto grado (su di una scala di quindici). Dopo un
delicato intervento chirurgico il primario della rianimazione dell’ospedale
“Garibaldi” di Catania, Dott. Sergio Pintaudi, gli diagnostica uno stato di “non
contattabilità”, per non dire troppo drasticamente di “coma vegetativo”, dal
quale secondo il sanitario sarebbe quasi impossibile tornare indietro.
Per
Salvatore e per tutti noi famigliari e amici quella data, due anni esatti dopo
l’attentato delle torri gemelle di Manhattan, è destinata a diventare il
“nostro” 11 settembre per antonomasia, il giorno che rivoluziona le vite di
ciascuno di noi e segna l’inizio di un lungo penosissimo calvario, in un
alternarsi di sofferenze, rese e ribellioni, diagnosi infauste o possibiliste,
disperazioni e flebili speranze.
Durante un anno e mezzo d’instancabili
peregrinazioni e sacrifici umilianti Salvatore, muto mendicante di cure e
attenzioni, è trasportato dalla nostra disperata caparbietà nei centri
neurologici di mezza Europa, da Catania a Messina, dalla Toscana a Milano, dalla
Svizzera all’Austria. Ovunque io bussi per chiedere aiuto mi viene risposto con
malcelata commiserazione che non c’è niente da fare, che ormai mio fratello è
diagnosticato “neuroleso cronico incurabile”, quando non addirittura malato in
fase “terminale”.
A Innsbruck, la nostra ultima spiaggia, un famosissimo
luminare studioso di patologie cerebrali estreme, quali il coma e lo stato
vegetativo, sentenzia che Salvatore è affetto da “sindrome apallica”, cioè da
una disfunzione neurologica progressiva e irrecuperabile caratterizzata da
assenza di attività della corteccia cerebrale (“pallium”).
Quella diagnosi
astrusa, laconica e ostile di “Apallisches Syndroms” mi rintronerà negli orecchi
in tutta la sua brutalità lessicale e aspra sonorità per molti mesi, come un
verdetto di resa senza condizioni, di condanna a morte. Né varrà ad addolcirla
il responso in italiano ancora più ineluttabile e definitivo: “Stato Vegetativo
Permanente”, talora addirittura accompagnato da un aggettivo disperante e
crudele: “Irreversibile”. Come dire che Salvatore non si sveglierà mai più dal
grande sonno del coma, scivolando progressivamente verso la morte.
Non manca
chi, tra i tanti luminari perorati per un consulto, azzarda un’ipotesi
diagnostica diversa. A ridurre Salvatore come un vegetale potrebbe essere la
sindrome di “Locked In”, cioè “da incarceramento”, uno stato diverso dal coma,
ma forse ancora più terribile: il malato ha coscienza, sente, capisce, soffre,
ma è irrimediabilmente impedito di comunicare in alcun modo con l’esterno.
Capite? Salvatore condannato a morire cosciente della nostra disperata lotta per
la sua sopravvivenza, senza poter mai più restituire un sorriso, una carezza,
una lacrima, un bacio alla sua mamma, ai suoi fratelli, a tutti i suoi cari che
vegliano su di lui.
Intanto, nel marzo 2005 scoppia il caso di Terri Schiavo,
la ragazza americana in coma da quindici anni, caso che commuove il mondo intero
e scatena dibattiti e polemiche feroci fra due contrapposte fazioni: quella di
chi sostiene che la ragazza abbia diritto almeno di continuare ad essere
alimentata artificialmente e quella di chi trova esageratamente oneroso per la
società e la famiglia il suo ulteriore mantenimento in una condizione sub-umana
di non-vita.
La controversia si sposta dal campo scientifico (nel dominio
dell’utile sociale), ove dettano legge le statistiche e il dibattito
sull’”accanimento terapeutico”, a quello etico (nel dominio della sacralità di
ogni vita), ove è considerato almeno gesto di umanità dare cibo e acqua a un
moribondo, a quello giuridico (nel dominio della sovranità legale) ove il vivere
o il morire dipende draconianamente da un impennacchiato decreto umano.
La
povera Terri, del cui risveglio non sembra più sopportabile un ulteriore
ritardo, è condannata a morire.
Come? Eutanasizzata? Macché! Per salvare
l’ipocrisia dei suoi carnefici morirà più “naturalmente” di fame e di sete, con
le labbra crepate dall’arsura e la lingua gonfia, fetida e appallottolata sino a
soffocarla. Questa la decisione umanitaria e sovrana della Corte Suprema di
Giustizia della Florida, tanto stupidamente inflessibile da far ammanettare un
bambino di dieci anni che, incurante delle diffide, ha pietà di Terri e osa
darle da bere.
E’ così accolta la sprezzante tesi pseudo scientifica che
tratta la vita unica e irripetibile di Terri alla stregua dell’esistenza
inanimata d’un vegetale, liquidando l’imbarazzante sorriso della sua dolcissima
mimica facciale come una smorfia insignificante condizionata da “involontari”
riflessi spinali.
La scalpore suscitato dal caso Schiavo mi dà il coraggio
di alzare la voce, di urlare pubblicamente che Salvatore non sarà abbandonato
nei gorghi della malasanità, senza cure né assistenza, come una inutile pianta
destinata ad appassire. Partecipo a trasmissioni televisive a forte impatto di
ascolto, minaccio di “staccare la spina” a Salvatore, se non sarò soddisfatto
nella mia umanissima aspettativa. Sento in cuor mio che il mio adorato fratello
dal profondo del suo pozzo di solitudine mi chiama, mi sente, soffre con me,
m’incita a vincere la sua impotenza e a comunicare al mondo la sua voglia di
vivere e il suo bisogno di aiuto.
Se la mia voce non basta ecco il conforto
scientifico della Dott.ssa Rita Formisano, primario del “Santa Lucia” di Roma
che, durante una puntata della popolare trasmissione "Porta a Porta"
testualmente afferma che “Terri Schiavo era nelle stesse condizioni di Salvatore
Crisafulli” e sottintende che, nel caso di mio fratello, bisogna intervenire
prontamente, non darsi per vinti, non abbandonare il malato dandolo
definitivamente per spacciato solo perché non si sa individuare esattamente il
suo male e la sua possibilità di ripresa.
Non tarda a giungere la conferma
autorevole del Dott. Andrea Arcangeli rianimatore del Policlinico “Gemelli” di
Roma: “Mi sembra un caso clinico molto simile a quello di Terri Schiavo”, detto
da chi sostiene la necessità di non interrompere le cure in attesa d’un
risveglio.
Anche la letteratura medica straniera, tra cui un’autorevole
rivista scientifica tedesca, si sofferma a denunciare la strana e incontestabile
somiglianza che accomuna i casi clinici di Terri Schiavo(USA), Salvatore
Crisafulli (ITA) e Maria Korp (AUS), tutti affetti da “Apallisches Syndroms” e
tutti degni di un barlume di speranza.
Il mio appello disperato non cade nel
vuoto, l’opinione pubblica è scossa, s’interessa al caso il neo Ministro della
Salute Francesco Storace e il 5 maggio 2005 s’inizia il percorso assistenziale e
riabilitativo in una struttura specializzata di Arezzo, ove non mancano
macchinari modernissimi, logopedia, fisioterapia e, soprattutto, trasfusioni
continue di calore umano.
Comincia a farsi largo larvatamente la diagnosi
già ipotizzata in precedenza, dell’oscura “sindrome da incarceramento” (“Locked
In”), di cui si sa molto poco, ma non si può escludere la remota e pur rarissima
possibilità che il cervello, stimolato senza sosta, misteriosamente
riparta.
Due mesi di cure appropriate e il 15 luglio 2005 mio fratello esce
dal coma. Trasferito a Catania nel modesto alloggetto di mamma Angela, si
riaffaccia alla vita di relazione. I suoi progressi sono impercettibili ma
continui e per noi fonte di intensa commozione.
Una domenica, proprio nel
giorno del Signore, Salvatore regala a quella donnina ricurva sul suo capezzale
la carezza di un sussurro: “Mam-ma”, che nel suo vecchio cuore affranto risuona
come un pentecostale rombo di tuono e ha l’effetto di quelle lingue di fuoco che
preannunciarono nel cenacolo la discesa dello Spirito Santo.
Da quel giorno
Salvatore ci racconta, la storia impressionante di un malato precipitato in una
dimensione esistenziale sconosciuta e misteriosa per tutti, anche per la
scienza.
Lui, senza poter interagire, sentiva e avvertiva tutto, le profezie
funeste dei medici, la forza irresistibile del nostro amore senza limiti, le
lunghe battaglie disperate contro strutture sanitarie inaccessibili, costose e
sorde alle mie proteste, anche la ribellione pubblica con la minaccia plateale
di “staccare la spina”.
Riesce a dirmi in dialetto il suo grazie: “Pietro,
per me hai già fatto troppo”. Riesce anche, nel suo balbettìo infantile, a
rimproverare la iattanza di quei soloni troppo sicuri di sé che scambiavano le
sue lacrime per un’insignificante riflesso spinale.
Proprio come
l’implorante ed enigmatico sorriso della sfortunata Terri, un’altra foglia
d’insalata, immeritevole perfino di un goccio d’acqua. Ma, al contrario di lei,
Salvatore non è solo, è protetto come in una fortezza dall’audacia del nostro
amore, scortato dal genio di una santa cocciutaggine famigliare e, perché no,
magari anche un po’ consolato da quella mia canzone: “Fratello mio”, composta
senza particolare talento, ma scritta direttamente sul pentagramma del mio
cuore.Pietro Crisafulli
Che dire! un'altro esempio di amore senza limiti (vedi il post. del 7/11/06 "fino a dove saresti disposto ad arrivare di fronte alle avversita?") ringraziamo Dio per il miracolo del risveglio e per il sano amore della sua famiglia.
Thursday, December 28, 2006
Grazie mille Paolo per avermi segnalato questa importante e bellissima lettera di Salvatore,
ringrazio Dio per la forza e il coraggio di Salvatore e di mille altri sconosciuti ma che Dio conosce.... le vostre testimonianze mi spronano a continuare nel mio lavoro e aumentano la mia fede! non mollate!
sperando in una maggiore collaborazione in futuro vi auguro un 2007 pieno di grazia del Signore,pace e vittorie!
Piergiorgio, hai sbagliato Dal Quotidiano Nazionale del 23 Dicembre 2006,
di Salvatore Crisafulli
La scelta di morte di Welby la rispetto, perché non posso arrogarmi
il diritto di giudicare un mio fratello di sofferenza. Però non la condivido.
Dicono che Piergiorgio fosse libero e consapevole nel dire di sì a chi, in
camice bianco o in doppiopetto da parlamentare voleva prendere la sua vita per
farne strumento di vittoria politica. Qualcuno ha detto che il suo è stato un
gesto di sfida, saggio e coraggioso, addirittura sportivo. Quante bestemmie,
quanta folle presunzione, in questi commennti. Spero proprio che il suo
terribile atto di "suicidio assistito", perché di questo si tratta, sia stato
accettato e vissuto in stato di schiavitù e disperazione psicologica, non di
piena avvertenza e deliberato consenso, come richiede il catechismo cattolico
per il peccato mortale. Solo così la parte più bella, più nobile e immortale di
lui, la sua anima, resa candida come la neve da quella malcurata sofferenza
infinita e feroce, sopravviverà alla morte eterna. Lo credo e lo spero con tutto
il cuore. Povero caro, Piergiorgio, la sua vita pur immobile stava smuovendo
tannte coscienze di politici egoisti e indifferenti, per indurii a pretendere
una sanità più umana, efficiente e amorevole, più vicina a chi soffre, stava
vincendo la sua vera battaglia, quella delle migliaia di suoi fratelli
paralizzati e senza voce che aspettano nuovi decisivi progressi qualitativi
dellla ricerca scientifica e del cuore dell'uomo. IO, CHE SONO scampato dal
vortice del nulla in cui l'ignoranza e la mancanza di umanità di una medicina
senza amore mi stava precipitando, io posso finalmente protestare per i
centomila Salvatore Crisafulli che aspettano e sperano, senza lasciarsi
corteggiare dalla voglia insana di morire anzitempo. Solo una scienza al
servizio di chi soffre può cacciare dal letto dei moribondi quei necrofili
assassini che hanno fatto una lunga asfissiatne ronda di morte al povero Welby
solo per trarne un misero beneficio elettorale e politico, solo per mettere il
piede in mezzo alla porta verso la liberalizzazione dell'eutanasia, la macabra
conquista etica dei senza Dio, degli arroganti e intoccabili caini che cedono
alla perfida luusinga luciferina del "sarete come Dio". Che il Signore converta
la coscienza degli sciacalli che, anziché promuovere la vita e la migliore
assistenza dei malati disperati e morenti, hanno fondato un'associazione a
delinquere per liberarsi con l'omicidio delle vite altrui, quando queste sono
reputate inutili e costose per la società. Caro Piergiorgio, meraviglioso
inciampo per la nostra scadente sanità pubblica, ora saprai giudicare senza veli
quanto inganno c'era nella diabolica sollecitudine dei falsi amici che si
avvicendavano intorno al tuo letto, per aggiudicarsi il trofeo della tua vita.
Ora finalmente saprai ben distinguere, nella tenebra della tua sofferenza umana,
l'ombra della mano del Signore che ti porgeva una carezza, rispetto all'ombra di
quel medico, ciniico traditore del suo giuramento morale, che si chinava su di
te solo per porgerti il suo più macabro regalo di Natale, dicendoti: muori.
Addio, Piergiorgio, caro e sfortunato compagno di sventura
Friday, December 22, 2006

Morto Piergiorgio Welby
Roma, 21 dic . - (Ign) - Marco Pannella ha annunciato la morte di Piergiorgio Welby durante la diretta di Radio Radicale. Welby aveva 61 anni e da quaranta era malato di distrofia muscolare. Aveva chiesto l'eutanasia al presidente Napolitano lo scorso settembre. Poche ore prima del decesso il Consiglio Superiore della Sanità aveva negato lo spegnimento del respiratore perché "non c'era accanimento terapeutico". La distrofia muscolare che lo ha costretto ad una vita da lui stesso definita inaccettabile, aveva colpito Piergiorgio Welby all'età di 20 anni. Da allora, la malattia è peggiorata, lentamente ma inesorabilmente. Di papà scozzese (fu giocatore in serie A nella Roma), Welby aveva molteplici interessi: appassionato di caccia e di cani, ha fatto studi classici. Nato a Roma il 26 dicembre 1945 è stato colpito da una forma di distrofia muscolare progressiva. Nell'ultima fase della malattia, Welby era costretto a letto inibito a qualsiasi movimento di tutto il corpo, ad eccezione dei movimenti oculari e labiali. La sua sopravvivenza era assicurata esclusivamente da un respiratore automatico al quale era stato collegato nel 1997.

Wednesday, December 13, 2006
concerto "Insieme si può"


Domenica 24 Dicembre 2006
UN NATALE ALTERNATIVO? UN NATALE INDIMENTICABILE?

Domenica 31 Dicembre 2006, ore 23:58
CAPODANNO ALLE PECORE:
Monday, December 11, 2006
scusate se mi sono assentato per un poco di tempo ma non ho avuto un momento per scrivere!
Infatti in questi giorni ho inaugurato il mio nuovo appartamento, ho finito il corso di volontario hospice/cure palliative al reparto malati terminali della "fondazione castellini" di Melegnano http://www.fondazionecastellini.it/ , si sono intensificati i miei inpegni con l'associazione joni and friends italia. Dio si conferma fedele (vedi il post. del 16/10/06 "incontri estivi 2006") operando nei suoi tempi e modi. Cosi' molte altre cose succederanno......
Oggi vi presento dei nuovi siti e liks, molto interessanti, che ho inserito.
1) http://www.porteaperteitalia.org/
porteaperteitaliaonlus e' una associazione al servizio delle chiese e dei cristisani perseguitati. Avete capito bene! perche' a prescindere dagli ultimi fatti di cronaca da molto tempo e in molti paesi del mondo (nord-Africa, paesi Arabi, medioriente, Cina, Vietnam, Turchia,ecc.) i cristiani sono perseguitati ancora oggi, nell'indifferenza generale, per la loro fede in Cristo Gesu'.
2) http://groups.msn.com/evangeliciemalattia/disabilinchiesa.msnw
In questa bacheca troverete gli indirizzi e i contatti delle chiese accessibili alle carozzine in Italia cioe' senza o con pochissime barriere architettoniche. Questo splendido servizio e' stato creato da Roberto Barnabe' con lo scopo di dare a tutti la possibilita' di frequentare, senza ulteriori problemi, la chiesa piu' vicina "vivendo" la parola di Dio. Come potete constatare non sono molte le chiese senza barriere architettoniche (quello delle barriere e' un problema generale italiano da risolvere al piu' presto) cosi' vi preghiamo di aiutarci ad aggiornare la bacheca inserendo la vostra o altre chiese che conoscete o segnalandomi gli indirizzi scrivendo a dselva@libero.it o giobbe3787@yahoo.it grazie.
3) http://server.firefighters.org/bibbia.asp
Cliccando su questo sito potrete ascoltare la sacra bibbia, trasmessa in versione audio mp3 dal 1° all'ultimo capitolo del vecchio e del nuovo testamento oltre a vari studi e predicazioni.
In fine vi segnalo il sito di buone notizie una missione cristiana per la diffusione del vangelo alle persone audiolese http://www.sordi-buonenotizie.it/ il sito e' ben aggiornato ed e' ricco di consigli per chi frequenta persone sorde e di bellissime testimonianze.
Monday, November 13, 2006
- A satana é concesso di attaccare Giobbe: cap.1-2
- Il dolore di Giobbe: cap.3
- Giobbe discute delle sue sofferenze con i suoi amici: cap.4-31
- Elihu interviene nella discussione: cap.32-37
- Dio risponde a Giobbe: cap.38,39
- Confessione di Giobbe: cap.40
- Dio ristora Giobbe: cap.42
(fonte: nuova Diodati 1991/'03 edizione da studio: La nuova thompson)
(vedi anche il post "come leggere la Bibbia" del 13/10/06)
Tuesday, November 07, 2006
L'amore non è soltanto un sentimento...va oltre...E' un' attitudine.
In questo video si vede come un Padre ha saputo "portare" e "spingere" suo figlio, colpito da una paralisi cerebrale, insegnandogli a vivere senza limiti. Infatti partecipa con suo figlio ad una gara di IRONMAN cioe' il triathlon che consiste in fare 3,8km a nuoto, 180km pedalando e alla fine una maratona 42km. Guardate è qualcosa d'emozionante!
"1 Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. 2 Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. 3 Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.4 L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, 5 non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, 6 non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; 7 soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa." (1corinzi13:1-7)
La liberta':"La liberta' non e' un attimo di svago, ma
un'eternita' di pace, amore, un arcobaleno che ti porta via con i suoi colori.La liberta' non e' tutto cio' che ti passa per la testa,
anche essa ha delle regole:Essere liberi non vuol dire limitare le persone
accanto a te.La liberta' e' come correre in un prato, respirare l'aria di
montagna, assaporare l'acqua di un ruscello, vedere il cielo e le sue
sfumature.E' sentire il calore sulla pelle, leggere un libro,
gioire con i propri amici, amare senza limiti.
Amare vuol dire:
perdonare, esortare, essere comprensivi, vuol dire piangere
insieme, gioire in sieme......"Linda
Wednesday, October 25, 2006
Shalom amici e fratelli, stasera desidero ringraziare Dio per il buon successo ottenuto da Gesina Blauw durante la sua visita in in Italia.
E' stata una benedizione per noi ascoltare la sua testimonianza e il suo messaggio di speranza, fede e incoraggiamento e vedere il filmato che mostrava la consegna delle 120 carozzine raccolte da jafitalia onlus e come si svolge la vita, dentro e fuori il centro, dei ragazzi ospitati comunicandoci la loro forza e gioia nel Signore nonostante le difficolta' e l'importanza di valorizzare i doni, i talenti e le proprie abilita' piuttosto che soffermarsi e "subire " le proprie disabilita'.
Desidero ringraziare il mio pastore Roselen Boerner Faccio e la mia chiesa il ministero sabaoth per la disponibilita' e ospitalita' mostrata (scarica e vedi qui il culto del 22/10 con Gesina ospite: http://www.ministerosabaoth.org/stream/151006b.html) i pastori e le chiese di Follonica, Parma, Torino e tutto il gruppo joni and friends italia http://www.jafitalia.org/ (Caterina, Franca, Bruno, Bernardo, Francesco, Alessia, Renzo, Ambrogio, davide...spero di non dimenticare nessuno) che si e' occupato ad organizzare l'intero tour infine ringrazio con tutto il cuore chi e' potuto venire ad assistere gli incontri (uscendone forificato) e chi ha donato una gradita libera offerta.
Per fare un’offerta per il Centro di Marikaj potete versare tramite Conto corrente postale n. 12880100 a Joni and Friends Italia specificando nella causale: “Centro Marikaj - Albania”, Grazie!Per fare un’offerta per il Centro di Marikaj potete versare tramite CCP a Joni and Friends Italia specificando nella causale: “Centro Marikaj - Albania”, Grazie!
Ma a questo punto dopo avervi raccontato della nostra missione in Albania e di questi 10 giorni di benedizioni mi sorgono spontanee 2 domande:
* Chi e' Joni Earekson Tada? leggi il post. del 13/10/06
* di cosa si occupa l'associazione Joni And Friends Italia onlus?
Joni and Friends Italia è un'associazione che opera da diversi anni nell'ambito della disabilità. Dall'Aprile 2000 siamo un'organizzazione di volontariato riconosciuta dalla Regione Piemonte. La nostra ispirazione cristiana ci porta a dare aiuto materiale a chi soffre ma anche spirituale e formativo per permettere alle chiese di capire meglio la disabilità ed i problemi ad essa collegata.
I Programmi:
- Wheels for the World (Ruote per il Mondo)
Raccogliere, riparare e distribuire sedie a rotelle in tutto il mondo per aiutare in modo pratico le persone disabili. - Un Regalo Speciale
Organizzare visite a Centri o Istituti che ospitano persone disabili in periodi particolari dell’anno. Lo scopo è di portare loro non solo un dono, ma soprattutto incoraggiamento e amicizia. - Corsi di formazione “Cuori in Azione” per volontari e responsabili
Formare volontari per iniziare un servizio verso le persone disabili a livello locale.
Conferenze sulla Disabilità
Aumentare la coscienza verso la disabilità ed insegnare a volontari come valorizzare ed inserire in modo attive le persone disabili nella propria realtà sociale.
Mezzi di informazione e divulgazione
Filmati, cassette audio, opuscoli e libri di Joni offrono informazioni e speranza a chi soffre.
Gli ObiettiviGenerali:
- Offrire incoraggiamento e speranza alle persone disabili;
- Promuovere l'integrazione e la partecipazione delle persone disabili nella vita sociale e religiosa della loro comunità;
- Formare volontari e chiese per il raggiungimento delle persone disabili e delle loro famiglie.
Gli ObiettiviSpecifici:
Italia:
- Programma di studi a tema "Cuori in azione" da svolgersi presso le chiese per fare meglio conoscere i disabili, le loro problematiche ed il modo di comunicare con loro;
- Programma "Un regalo speciale" presso cliniche, ospedali, case di riposo, consiste nel presentare ai ricoverati/degenti un dono (letteratura cristiana e materiale evangelistico) in occasione di feste od occasioni particolari;
- Sostegno morale e spirituale alle persone disabili attraverso la corrispondenza e contatti telefonici
- Presentazioni dell’opera nelle chiese e organizzazione di concerti e bazar per la raccolta di fondi.
Bulgaria:
·Sostegno economico d’emergenza per gli orfanotrofi bulgari che ospitano bambini disabili (attuato attraverso i missionari Jack ed Elsabe Louw).
Bosnia:
·Raccolta ed invio di carrozzine usate per bambini.
Albania:
·Sostegno economico ed invio materiale ortopedico ai bambini e ragazzi disabili ospiti del Centro “Dio ama l’Albania” – Marikaj (Tirana) gestito da Gesina Blaauw
Romania:
·Raccolta ed invio di materiale ospedaliero ed ortopedico.
Wheels for the World:
Nel mondo c'è bisogno di almeno 18 milioni di sedie a rotelle di cui 5 milioni in Europa. Wheels for the World è uno strumento per portare sedie a rotelle usate ma ripristinabili a persone bisognose.
L'amore espresso in questo modo molto pratico crea un'opportunità per costruire relazioni ed iniziare amicizie. L'obiettivo a lungo termine è di vedere lo sviluppo di gruppi per il servizio verso i disabili e di un servizio stabile nella comunità.
1. Raccolta
·Molti volontari lavorano in Italia per rintracciare (presso ditte o privati), trasportare ed aggiustare le sedie a rotelle.
2. Riparazione
·In Italia le riparazioni vengono eseguite di volta in volta in luoghi diversi in attesa di un laboratorio permanente.
·Quattro altri centri in Europa: Inghilterra (2), Irlanda del Nord, Olanda
3. Distribuzione
• Si organizza un team che, in collaborazione con i volontari locali, distribuisce ed adatta le sedie una ad una per chi le riceve. Si condivide brevemente l’Evangelo e si dona letteratura cristiana.
4. Costi
•Il costo medio per la raccolta,riparazione,trasporto e distribuzione di 1 sedia a rotelle = Euro 50
Comunicazione:
- Joni and Friends Italia comunica regolarmente con i propri donatori, sostenitori e volontari:
- la Newsletter (Lettera di Notizie) di Joni and Friends Italia è distribuita quattro volte l'anno ad una media di 800 persone iscriviti su www.jafitalia.org
- La Lettera di Preghiera di Joni and Friends Italia viene spedita ad un gruppo di circa 400 sostenitori.
- Dépliants ed opuscoli descrivono le attività principali dell'organizzazione.
- I libri di Joni, i pieghevoli, le dispense, le videocassette sono disponibili per affrontare i diversi aspetti del rapporto fede/disabilità.
Gruppi di lavoro:
Esistono gruppi di lavoro in diverse citta' d'italia: Torino (sede jafitalia), Mantova, Milano, Treviso, Verona, Bologna, Modena, Parma, Pisa, Assisi, Foligno, Latina, Roma, Catanzaro.
Cosa si può fare...
- Unirsi ad un gruppo locale di Joni and Friends o crearne uno nuovo nella vostra zona.
- Fare del volontariato per lavori di ufficio, corrispondenza o per eventi particolari.
- Organizzare un “Regalo Speciale” presso cliniche/case di riposo della Vostra città.
- Organizzare studi “Cuori in Azione” o presentazioni/bazar presso la Vostra chiesa.
- Donare una sedia a rotelle, dei deambulatori e delle stampelle.
- Raccogliere sedie a rotelle nella vostra zona oppure offrirsi per la riparazione.
- Unirsi al gruppo di Wheels for the World come fisioterapisti, terapisti occupazionali, riparatori di sedie a rotelle o semplici aiutanti.
- Fare un'offerta in denaro per coprire i costi di riparazione, di distribuzione e spedizione.
- Euro 50 per finanziare il costo di riparazione e spedizione di 1 sedia a rotelle ad una persona bisognosa.
- Sostenere la preparazione ed il lavoro di un fisioterapista.
- Pregare!
Passi Biblici:
Matteo 15:29 Partito di là, Gesù venne presso il mare di Galilea e, salito sul monte, se ne stava seduto lassù,
Matteo 15:30 e gli si avvicinò una grande folla che aveva con sé degli zoppi, dei ciechi, dei muti, degli storpi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, e Gesù li guarì.
Matteo 15:31 La folla restò piena di stupore nel vedere che i muti parlavano, gli storpi erano guariti, gli zoppi camminavano, i ciechi vedevano, e diede gloria al Dio d'Israele.
Matteo 20:30 E due ciechi, seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: "Abbi pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!"
Matteo 20:31 Ma la folla li sgridava, perché tacessero; essi però gridavano più forte: "Abbi pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!"
Matteo 20:34 Allora Gesù, mosso a pietà, toccò i loro occhi e in quell'istante ricuperarono la vista e lo seguirono.
Matteo 8:16 Poi, venuta la sera, gli presentarono molti indemoniati; ed egli, con la parola, scacciò gli spiriti e guarì tutti i malati,
Matteo 8:17 affinché si adempisse quel che fu detto per bocca del profeta Isaia: "Egli ha preso le nostre infermità e ha portato le nostre malattie".
Matteo 28: 19 “Andate dunque e fate Miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”
Luca 14: 21-23 “va’ presto per le piazze e per le vie della città, e conduci qua poveri, storpi, ciechi e zoppi” “…. e costringili ad entrare, affinchè la Mia casa sia piena”
Matteo 25: 31_46 “…..”Fui ammalato e mi visitaste…….In quanto lo avete fatto a uno di questi Miei minimi fratelli, l’avete fatto a Me””
Isaia 61:1 “Il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato………….”
Salmo 139: 13-16 “Sei tu che hai formato le mie reni….Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo….e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora”
Giovanni 5: 24 “Chi ascolta la Mia Parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna……..”
Isaia 35: 3-6 “Siate forti, non temete! Allora si apriranno gli occhi dei ciechi, lo zoppo salterà come un cervo…..”
Efesi 4:16 “Da Lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l’aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo…..”
Dopo questa breve presentazione vorrei parlarvi del mio gruppo di lavoro. E si! perche' io (Davide), Miki, Bernrdo, Linda, Ambrogio ed altri chi piu'e chi meno impegnati formiamo il gruppo di Milano e' un gruppo giovane nato da poco ma con tanta voglia di fare........
siamo ancora pochi!!! invito tutti coloro che sono interessati a collaborare con noi (secondo le loro possibilita') o conoscono persone bisognose di assistenza ed aiuto ad contattarmi al numero 3396505694 o inviarmi una e-mail giobbe3787@yahoo.it saremo felici di conoscervi e di fare il possibile per aiutarvi..........
Intanto grazie a Gerry Testori di missione possibile onlus abbiamo la possibilita' di avere un tavolino con il nostro materiale (depliants, libri, studi ecc...) vi invitiamo a visitarci e a partecipare alla conferenza!
IV CONFERENZA MISSIONARIA“CHIEDI A DIO ED INVESTI PER IL SUO REGNO”
Chiesa “Bethel” – Via Biella 17 – Milano
Ingresso libero
MARTEDI’ 31 OTTOBRE 2006
Ore 2030 – 2115 Presentazione Missioni e Proiezione Video Ore 2115 – 2230 GARY WILKERSON Sessione serale
MERCOLEDI’ 1 NOVEMBRE 2006
Ore 2030 – 2115 Presentazione Missioni e Proiezione Video Ore 2115 – 2230 JACOB DAMKANI Sessione serale
Per ogni informazione contattateci allo 02 4500167 oppure 335 6131786
Monday, October 16, 2006
come vi avevo annunciato nei precedenti post dello scorso settembre.........
ufficialmente da questo momento (sono circa le 1:41 di notte qui non si dorme piu!) vi presento questo blog!! un nuovo blog tutto mio e di Gesu' che e' e sara' mio ispiratore, consigliere fedele e maestro di vita in quanto me l' ha cambiata trasformandomi da diversamente abile in abile in Cristo Gesu' cioe' ridandomi nuovo coraggio e speranza per affrontare ogni barriera, ostacolo, imprevisto sul nostro sentiero sopperendo a ogni mia mancanza fisica e spirituale con il suo amore, quell'amore che solo il Dio padre puo' avere verso tutti i suoi figli. dedico (come scritto sopra nell'intestazione) il blog a tutti quei ragazzi/e diversamente abili e non, ai parenti dei diversamente abili, a chi ha con un cuore ed e' sensibile alle problematiche della disabilita', ai curiosi in cerca di un perche', ai piu' o meno afflitti, depressi e a chi ha perso o non ha mai avuto speranza in Gesu' salvatore a causa di mille circostanze prendendosela con il nostro papa' celeste.
saro' felice di ospitare vostri commenti, testimonianze, contributi, perplessita', saluti ecc. grazie!
ringrazio con tutto il cuore miki per avermi ospitato e avermi dato la possibilita' di scrivere sul suo blog http://mikidmm1975.blogspot.com/ per avermi concesso di ripubblicare i vecchi post. Sono certo che continueremo a lavorare insieme per un unico nostro scopo cioe' far conoscere l'amore di Gesu' ai disabili sia nel web con un nuovo sito e blog sia nella nostra citta' di Milano.
Dio ci benedica
A proposito della citta' di Milano..... come anticipato nella news letter di joni and friends italia http://www.jafitalia.org/ nel post. sotto. dal 17/10 al 27/10 verra' in in italia Gesina blauw olandese direttrice del centro:

- mercoledi' 18/10 ore 18:30 c/o la "comunita' evangelica di Follonica" via dell'edilizia,10 Follonica (GR)
- venerdi' 20/10 ore 20:30 c/o "chiesa evangelica di Parma" via navert,3/a Parma
- domenica 22/10 ore 10:30 c/o "ministero sabaoth" teatro delle erbe via mercato,3 Milano
- martedi' 24/10 ore 20:30 c/o "chiesa betania" via sansovino, 243/27 Torino
- giovedi' 26/10 ore 20:30 c/o "chiesa evangelica dei fratelli" via negarville,37 Torino-mirafiori
shalom amici, ed eccola! la tanto attesa news letter di joni and friends italia con lo speciale albania (leggi il mio precedentepost. "occhi per vedere") e' arrivata, buona lettura.
Resoconto della spedizione di Wheels for the World in Albania svoltasi dal 14 al 18 Giugno scorsi
Iniziò tutto nella mente di Gesina quando otto anni fa informò noi di Jaf Italia di avere acquistato un pollaio in Albania. Questo edificio, se di edificio si poteva parlare, sarebbe servito a costruire un centro di coglienza per ragazzi disabili, un rifugio per tutti coloro che in Albania non avevano speranza di ricevere cure ed istruzione. Lo avrebbe chiamato Dio ama l'Albania. Confesso di avere letto le pagine del suo progetto affondata nella poltrona con le sopracciglia alzate completamente sopraffatta dal dubbio. Questo perché non conoscevo ancora Gesina, la sua fede e il suo coraggio, il suo amore per il Signore e per il prossimo. Ma soprattutto non conoscevo la grandezza del nostro Dio, la Sua fedeltà e la Sua bontà. Gesina è una figlia di Dio particolare. E'alta meno di un metro e cinquanta eppure è un gigante nella fede e nel servizio. Il suo sorriso è sconfinato, i suoi occhi sono grandi e profondi, la sua voce è sicura e calma quando testimonia del Signore davanti alle persone siano poveri o ministri di governo, poliziotti o bambini. Dopo otto anni abbiamo potuto vedere con i nostri occhi che il Signore può trasformare un pollaio in una casa senza barriere architettoniche nella quale anche coloro che non possono camminare normalmente sono in grado di spostarsi da un posto all'altro, possono seguire dei programmi scolastici, fare fisioterapia e soprattutto ascoltare la parola di Dio. Tutti i nuovi ospiti del centro finiscono con l'accettare il Signore e per noi che ci siamo stati non è difficile capire il perché. Ero felice di tornare a Marikaj dopo tre anni. Sapevo che il fatto di portare delle carrozzine in Albania sarebbe stato solo un aspetto di un evento spirituale molto importante. Tutti i membri del team sono stati colpiti profondamente dallo spirito gioioso che si respira al centro di Marikaj nonostante la povertà e l'oggettiva mancanza di beni materiali. Nonostante l'acqua per lavarsi sia freddina, nonostante manchi spesso la corrente e d'inverno ci sia da battere i denti per il freddo c'è tanta voglia di stare allegri e di cantare insieme, di ringraziare Dio per la Sua bontà! Pensavamo di andare in Albania a portare qualche cosa ma siamo stati colmati di “cose spirituali” da portare a casa.
La distribuzione di carrozzine non è stata priva di difficoltà perché il bisogno in Albania è davvero grande e la nostra disponibilità di sedie era limitata. Alcune di queste erano nuove e bellissime mentre altre erano visibilmente restaurate, non sempre le misure erano adatte alla persona, ma nonostante questo il Signore ha compiuto dei miracoli! Per esempio una sedia rimasta per mesi nel mio garage è stata riparata da Ambrogio alcuni giorni prima della spedizione ed ha portato un'immensa gioia ad un bambino con paralisi cerebrale che non riusciva a credere di avere una carrozzina così bella! Un signore con doppia amputazione delle gambe è venuto al centro in groppa ad un asinello. Avevamo giusto una bella carrozzina ma priva di poggiapiedi che a lui andava benissimo. Ha caricato la sedia sull'asino ed è tornato a casa soddisfatto. C'era una carrozzina con dei pedali molto corti e saldati in modo strano, mi chiedevo se sarebbe stata mai utile a qualcuno. Invece è arrivato un signore con le gambe della misura perfettamente giusta! Siamo andati a consegnare delle sedie a rotelle in un villaggio fra le montagne dove si arriva soltanto a piedi. In questo luogo una madre aveva due figli ed una sorella disabili ed era davvero felice di ricevere tre carrozzine in una volta! Certo non posso elencare tutte le sedie che abbiamo distribuito ma dico soltanto che tutti gli sforzi per la raccolta e la riparazione sono serviti a fare contente molte persone disabili. Siamo conviti che il lavoro di raccolta deve continuare con impegno perché in Albania la gente che ha bisogno di ausili è Davvero molta.
Un evento importantissimo del nostro viaggio in Albania è stato il concerto evangelistico durante il quale si sono esibiti i ragazzi del centro con canti, danze, poesie intervallando le canzoni di Renzo Zorzi che ha cantato alcuni brani del suo repertorio evangelistico. Il fatto che il concerto sia stato fatto in piazza sotto il minareto della moschea ha reso l'atmosfera quasi irreale. Cantare inni che lodano Gesù in un paese di musulmani ha qualcosa di eccezionale…”Il nome di Dio è una fortezza” sono le parole che echeggiavano nell'aria per centinaia di metri e tutti hanno potuto sentirle!
In questi pochi giorni trascorsi a Marikaj ognuno di noi si è reso conto che i bisogni del centro per disabili di Marikaj sono enormi. La struttura esiste ma deve essere migliorata. I ragazzi potrebbero mangiare meglio. Le carrozzine a loro disposizione sono vecchie, mancano ausili per i problemi urinari. Non ci sono maniglie speciali nei bagni e durante l'inverno si gela dal freddo!!! Inoltre un problema è dato dal fatto che il centro spesso non ha i soldi per pagare gli stipendi agli operatori, ai fisioterapisti ed agli insegnanti. Bisogna essere degli angeli per continuare a lavorare con dedizione in queste condizioni. Eppure questi angeli lo fanno! Gesina ha generato un bel centro ed ora qualcuno deve provvedere al suo nutrimento. Al centro mancano entrate regolari su cui contare ogni mese. Speriamo che il Signore metta nel cuore a numerosi credenti di impegnarsi a dare regolarmente, perché è meglio avere tante offerte di pochi euro fatte con regolarità piuttosto di grandi somme donate ogni tanto.
"Innanzitutto come italiano chiedo scusa al popolo albanese per i miei pregiudizi e ringrazio loro per l’ospitalita’ mostratami ma soprattutto ringrazio i ragazzi del centro per la loro simpatia per il coraggio e le emozioni che mi hanno fatto provare. Partito con qualche problemino (ma questo e’ il bello di ogni missione) ero comunque certo che sarebbe stata una benedizione per me, per i fratelli, per i ragazzi del centro e per l’Albania. perche’ Dio e’ fedele e in Cristo c’e’ vittoria. Cosi’ ero e sono più che mai convinto che questi pochi giorni nel centro Dio ama l’Albania siano stati un punto di partenza per nuovi progetti da raggiungere insieme. Confidando nella volontà del Signore, prego che la loro speranza nel Signore gli dia più forza per superare ogni prova nel nome di Gesù . “Zoti e do Shquiperine” (Dio ama l’Albania
"È la prima volta che partecipo ad una campagna WHEELS FOR THE WORLD: è stata un’esperienza indimenticabile. Per due giorni (dal mattino alla sera) arrivavano al CENTRO DI MARIKAJ, da Tirana e da vari villaggi, persone disabili che avevano bisogno di una sedia a rotelle per potersi muovere liberamente. Non potrò dimenticare la gioia di un bambino di dieci anni quando ha ricevuto la sua sedia. È stato portato al Centro di Marikaj in braccio al papà e quando l’abbiamo aiutato a sedersi sulla sua sedia a rotelle era veramente felice di potersi spostare liberamente! Anche altri bambini e ragazzi hanno ricevuto una sedia specifica per la loro disabilità. Valdete (una ragazza che vive al Centro) Ha GRIDATO di GIOIA quando ha visto la sua sedia a rotelle nuova! Queste persone, oltre a ricevere la sedia, hanno ricevuto la Parola di DIO. Preghiamo per questi contatti perché possano sperimentare la nuova nascita e ricevano la Nuova Vita che solo il Signore Gesù può donare. I ragazzi disabili che vivono al Centro di Marikaj sono gioiosi e hanno sempre il desiderio di cantare lodi al Signore. È stata per loro una vera gioia conoscere Renzo (cantante cristiano), hanno potuto cantare insieme ed avere insieme una profonda comunione. Preghiamo per questi ragazzi, vivono in un ambiente molto semplice. Il Centro di Marikaj ha bisogno di tante cose: INSIEME potremo fare molto per migliorare la vita di questi ragazzi che vivono una situazione disagiata a causa della loro disabilità".
Franca
"È stata dura come al solito, perché la sofferenza che si incontra è tanta e non ci sono abbastanza risorse per fronteggiarla. Le persone che hanno collaborato con noi sono state meravigliose. I ragazzi del Centro sono sempre allegri anche se hanno così poco. Hanno sempre voglia di ridere e di cantare. Forse dovremmo imparare qualcosa da loro... "
Alessia
"Il Signore ha dimostrato la sua potenza all'inizio, quando sono stata fermata alla dogana albanese. Dieci ore di attesa con Françoise sono servite a Gesina per testimoniare del Signore a numerose persone. Infatti un poliziotto che cercava Gesina da 7 anni l'ha finalmente incontrata al commissariato mentre cercava di convincere i poliziotti a farmi passare. La figlia di quest'uomo è disabile ed ha bisogno di aiuto. Durante la campagna mi sono trovata benissimo, l'atmosfera è stata ottima, piena di amicizia e di calore. I ragazzi del centro sono stupendi, cantano e ballano, lodano il Signore. È stato edificante. Anche il concerto è andato benissimo. Gloria a Dio".
Tatyana
"È stata una accrescitiva e grandiosa esperienza spirituale che il Signore mi ha donato, ma anche (forse principalmente) pratica, materiale, facendomi vedere che Lui attraverso “Wheels for the World”, mostra come è grande il suo amore per l'umanità anche negli angoli più nascosti tra le montagne, dove “l'unico” modo per arrivare a portare una sedia a rotelle è stata quella di mettersela sulle spalle e camminare a piedi su sentieri dove solo capre e asini riescono a passarci. In ogni azione eseguita dalle persone che sono state portate dal Signore, attraverso l'associazione JAF e il centro “Zoti e do Shqiperine” ho potuto “toccare” in modo pratico come Lui attraverso il suo “GPS” (posizione precisa per ogni cosa alla persona giusta), ogni sedia a rotelle alla persona giusta nel posto giusto al momento giusto. Tutto questo Lui lo ha reso possibile anche attraverso il lungo lavoro eseguito da tutti i suoi “lavoratori” durante tutto l'anno (più o meno), sia in Italia che in Albania"
. Bernardo
Un grazie a tutti i partecipanti: Alessia, Giuseppe, Franca, Renzo, Davide, Bernardo, Francoise, Tatyana, Valerie da Joni and Friends Italia!
Per fare un’offerta per il Centro di Marikaj potete versare tramite CCP a Joni and Friends Italia specificando nella causale: “Centro Marikaj - Albania”, Grazie!
Dal 17 al 27 Ottobre Gesina Blaauw, fondatrice del centro, terrà una serie di incontri in Italia a Follonica (GR), Parma, Milano e Torino. Contattateci per i luoghi, le date e gli orari precisi.
JONI AND FRIENDS ITALIA
CLICCA QUI PER LEGGERE LE NEWS IN VERSIONE PDF: http://www.jafitalia.org/news.pdf
Se desideri contattare Gesina e i ragazzi del centro scrivi o chiama a: Fondacioni Zoti e do shquiperine Kutia postare 1435 PTT TIRANE-ALBANIATel. e fax +355692503894e-mail: zdsh@icc-al.org e-mail di Gesina: Gesina@planet.nl